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Il Coronavirus e le fake news che circolano su WhatsApp

Il Coronavirus e le fake news che circolano su WhatsApp. Fonte: Wikimedia Commons

Sul famoso social di messaggistica di proprietà di Zuckerberg le bufale corrono veloci da sempre. Nemmeno il coronavirus è riuscito a sfuggire alla macchina di fake news, seminando il panico tra gli utenti

WhatsApp è da sempre uno dei mezzi più utilizzati per la diffusione di fake news, stavolta è il turno del Coronavirus. Il virus cinese che ha già ucciso più di cento persone è l’oggetto di diversi messaggi vocali, di testo e avvertimenti via radio che puntano solamente ad allarmare i più creduloni e i più preoccupati.

Non solo in Italia le false notizie sul virus stanno seminando il panico. In Australia le bufale sul Coronavirus hanno costretto il NSW Health a twittare un messaggio in cui smentivano la notizia che avvertiva di non mangiare alcuni alimenti o di evitare alcune zone di Sidney.

Non solo, in uno show radiofonico è stata divulgata una falsa stima che voleva i decessi saliti a 112mila e i contagi ad oltre 2.8 milioni. In India invece, sempre su WhatsApp, una catena ha diffuso un avvertimento che riguardava l’evitare la consumazione di bevande fredde, alimenti conservati o caramelle al latte, ovviamente una bufala.

l Coronavirus e le fake news che circolano su WhatsApp 
Fonte: Wikimedia Commons
Fonte: Wikimedia Commons

Le bufale in Italia

“Questo pomeriggio al pronto soccorso di Lecce si è ricoverato un cinese molto grave con il virus in quanto era rientrato da 10 giorni dalla Cina ed è affetto.”

Così inizia un messaggio vocale che vuole allarmare i cittadini italiani con la preoccupazione di un contagio anche nel nostro paese, fino a questo momento evitato.

“La sensazione qui non è bella. La città di Wuhan è blindata con soldati armati che hanno l’ordine di sparare ai chiunque cerchi di entrare o uscire. Non credete ai dati che sentite, se i telegiornali avessero dato i veri numeri non sarei nemmeno partito. Già quando sono arrivato i cinesi parlavano di pandemia. Il virus è stato creato in laboratorio e non è rintracciabile dalle analisi del sangue. Il paziente zero è scappato e ha infettato chiunque. Hanno potenziato il virus della Sars, forse per usi militari. Ci sono stati circa 9mila morti e 70mila contagiati.”

Non bisogna dimenticare che si tratta di un vero e proprio reato, ai sensi dell’articolo 658 del codice penale, per procurato allarme. La pena può andare dai 516 euro ad un periodo di reclusione di un massimo di 6 mesi. L’autore di questo messaggio vocale è infatti tornato sui suoi passi ed ha consigliato ai suoi seguaci di informarsi sempre.

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