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Cosa mangiano i calciatori al Mondiale?

L’alimentazione per gli sportivi è fondamentale. Lo è per tutti, in realtà, ma gli atleti professionisti devono necessariamente seguire delle diete specifiche per ottenere il meglio dal loro corpo. Ora che i Mondiali di calcio sono nella loro fase finale, viene quasi spontaneo chiedersi “Cosa mangiano i calciatori?”. A differenza della stagione regolare con il loro club, durante la Coppa del Mondo, i calciatori giocano più di frequente e soprattutto con molta più pressione e stress.

Come spesso accade in questo campo, non c’è una soluzione unica al problema. Anzi, diversi dietologi hanno approcci completamente diversi al problema. C’è anche da considerare, però, che diversi calciatori hanno bisogno di diversi trattamenti in base alle loro caratteristiche fisiche. Andiamo quindi a vedere una panoramica generale e qualche esempio di quella che è l’alimentazione dei calciatori durante i Mondiali.

L’importanza dell’alimentazione per gli sportivi

Cosa mangiano i calciatori al Mondiale?

A vederla da fuori, la vita da calciatori può sembrare fatta di partite il sabato o la domenica, lusso e vacanze. In realtà, i calciatori professionisti hanno un’agenda abbastanza severa: allenamenti tutti i giorni, alimentazione controllata da mattina a sera e tantissime restrizioni. L’alimentazione è uno dei punti su cui ci si è più battuti da un decennio a questa parte.

Se qualche anno fa quella dell’alimentazione sembrava una cosa ristretta ad atleti di altissimo livello, col tempo sportivi di tutti i tipi hanno imparato a beneficiare di diete programmate. In realtà, a volte bastano anche alcuni piatti particolari per dare quell’energia in più che può aiutare per uno sforzo che sia una partita di calcio o una corsetta in città. È abbastanza semplice trovare ricette di questo tipo in siti come www.foodiez.co.it dove è anche possibile filtrarle per tipo di dieta e difficoltà di preparazione.

Grazie a diete mirate, stiamo assistendo ad un miglioramento generale delle prestazioni così come a un aumento dell’età nella quale poter fare sport ad alti livelli. Due decenni fa, fece scalpore la notizia del calciatore Pietro Vierchowod ritiratosi a 41 anni. Oggi, invece, la media dei calciatori in attività vicini alla soglia dei 40 anni è decisamente più alta. Basti pensare a Buffon ancora in attività a 44 anni o alle prestazioni di Ibrahimovic a 41.

I pasti dei calciatori ai Mondiali

Non sorprende quindi che tra i protagonisti dei mondiali ci siano prestazioni incredibili di giocatori come Giroud (36 anni) e Modric (37), per citarne alcuni. E se non sorprende lo stato di forma di Messi (35) che ha trascinato l’Argentina alle semifinali, c’è da considerare anche Cristiano Ronaldo (37) lasciato in panchina più per il suo carattere che per lo stato fisico ancora ottimo.

Per fare in modo che giocatori di tutte le età possano mantenere alti standard, i dietologi delle squadre hanno un bel daffare. È abbastanza comune basare la dieta su un consumo minimo di carni rosse a favore di carni più digeribili come il pollo o il tacchino. Le verdure fresche e alcuni tipi di frutta sono sicuramente immancabili nella dieta dei calciatori così come le noci e le uova. Queste ultime, sono considerate un vero e proprio “Superfood” indispensabile per chi fa sport.

Se alcuni allenatori sono più attenti al tema e impongono le loro regole a tutta la squadra, altri lasciano un po’ di libertà e permettono ai calciatori di farsi seguire da un dietologo personale. È quest’ultimo il caso di Phil Foden, l’attaccante inglese del Manchester City ha infatti uno chef personale che lo ha seguito in tutto il percorso fatto sino al mondiale in Qatar.

Qualcuno ha poi sollevato il caso dei carboidrati, generalmente considerati pessimi per la dieta ma che invece pare non manchino in quasi nessun pasto dei calciatori. Alimenti come pasta, pane, riso e cereali, se preparati a modo, possono essere delle incredibili riserve di energia che possono aiutare i calciatori a sopportare i novanta minuti con più intensità.

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