Dopo il blocco dei prodotti contenti TPO e altre sostanze da parte dell’UE, in moltissimi hanno pensato che fosse molto più semplice rinunciare a semipermanente e gel. Per questo, nelle ultime settimane sta spopolando la manicure giapponese, una tecnica ancestrale, riferita all’utilizzo di prodotti naturali e delicati.
Manicure giapponese, l’alternativa minimal chic

Questo tipo di trattamento si può fare sia a casa che in salone. Il principio è molto semplice: si basa sulla combinazione di una pasta dura e di una polvere che vengono pressate sulle unghie con speciali lime in pelle di camoscio. Questi passaggi donano un effetto lucido che dura tra i 10 e i 14 giorni e, se ripetuta con scadenza di due settimane al massimo per circa 4/5 volte, permetterà di nutrire la lamina ungueale rendendola più forte. È infatti un trattamento dedicato a unghie fragili, che si spezzano facilmente o che sono danneggiate da una precedente ricostruzione. Inoltre, è ottimo per chi ha l’abitudine di mangiare o tirare le pellicine. Per svolgerla in casa si possono acquistare diversi kit online, ma quali sono i passaggi?
- Rimozione dello smalto o del semipermanente o gel (questo passaggio va fatto con attenzione, per evitare danni).
- Disinfezione e preparazione di mani e unghie.
- Ammorbidire ed eliminare le cuticole.
- Limatura, per dare la forma desiderata all’unghia.
- Prima levigatura leggera della superficie con buffer finissimo.
- Applicazione della pasta minerale (composta da cheratina, vitamine, cera d’api e polveri naturali), che andrà massaggiata direttamente sull’unghia.
- Lucidatura con polvere di riso o madreperla, per dare l’effetto brillante naturale.
- Massaggio finale con olio per cuticole e sulle mani per idratare.
Marianna Soru





