Sport

Costantino Rocca: da Bergamo al mondo

Nello sport quasi sempre la differenza fra vittoria e sconfitta crea lo status di un atleta, ma ci sono gesta che vanno oltre.
Ci sono eventi così importanti e planetari che il solo farne parte trascende il mero risultato finale.
E ogni tanto, succede che una sconfitta si tramuti in una vittoria popolare, questo è quello che è stato in grado di fare Costantino Rocca.

Costantino Rocca
Costantino Rocca imbuca un putt da 18 mt per il play-off all’Open Championship 1995- Twitter

Da Bergamo inizia il viaggio di Costantino Rocca

Questa storia straordinaria comincia il 4 Dicembre 1956 e siamo ad Almenno San Bartolomeo, Bergamo.
La casa dei genitori di Costantino Rocca guarda dall’alto il campo pratica del Golf Club Bergamo L’Albenza.
Con una vista quotidiana come questa, a 7 anni il risultato non poteva essere altro se non quello di avvicinarlo al Golf.
L’amore di questo ragazzone Bergamasco è così profondo che il passo successivo è quello di diventare caddie del circolo e poi Caddie Master.
Ma che non sia un caddie qualunque, Rocca lo dimostra nel 1978 vincendo l‘Open Italia Caddie.

Finalmente il professionismo

I percorsi importanti non sono mai semplici, figurarsi poi quando uno di questi è quasi una novità totale per un Paese.
In Italia non esistono borse di studio per il golf e in quegli anni il mondo non è ancora così globalizzato da permettere studi universitari all’estero per lo sport.
Questi sono alcuni dei motivi per cui Costantino Rocca deve aspettare fino al 1981, all’età di 24 anni, per diventare professionista.
Nel frattempo, oltre a continuare come caddie master, il bergamasco lavora come operaio in una fabbrica di polistirolo.
I primi 10 anni non sono certo semplici, passa più volte attraverso la qualifying school per poter giocare sull’European Tour. La sua dedizione è più resistente del materiale che produce e nel 1990 guadagna la carta completa per il Tour Europeo.

Costantino Rocca
Coostantino Rocca vince il Volvo PGA Championship 1996 – Flickr

Le vittorie e la prima dell’Italia nella Ryder

Ci vogliono 2 anni per poter annoverare il suo nome tra quello dei vincitori, ma nel 1993 finalmente ottiene il suo primo successo.
Il 4 Aprile 1993 Costantino Rocca vince l’Open di Lione e si ripete il 27 Giugno vincendo il Peugeot Open francia.
Alla fine i suoi successi saranno 5 tra cui il più importante: il Volvo PGA Championship 1996 dove batte, niente di meno, che Nick Faldo e Paul Lawrie.
Il “mondo golfistico” ha già conosciuto degli italiani, pensiamo ad Alfonso Angelini o Ugo Grappasonni. Ora il “mondo intero” sta per conoscere questo ragazzone, ormai uomo da tempo, portando il tricolore alla Ryder Cup per la prima volta nella storia.

Le tre Ryder di Costantino Rocca

Le cose non sono state semplici; alla sua prima apparizione nel 1993, viene accusato di essere la causa della sconfitta finale.
Costantino Rocca infatti sbaglia un corto e decisivo putt all’ultima buca che gli mette contro buona parte della stampa Europea.
L’edizione successiva, 1995, ha un esito molto più dolce per il nostro portacolori. Esibisce una prestazione di altissimo livello che raggiunge il suo culmine con una Hole in One, (sono solo 3 le hole in one nella storia della Ryder).
Ma il vero capolavoro avviene nel 1997 a Valderrama quando all’ultimo match, con un gioco di rara bellezza, schianta la “Tigre Americana”: Tiger Woods.
Ora la stampa mondiale in coro non può fare altro che celebrare il nostro Eroe come colui che ha portato l’Europa alla vittoria.

Costantino Rocca
Ryder Cup 1997 – Sport Photo Gallery

Un sogno chiamato Major

Nonostante tutto, la vittoria più grande di Costantino Rocca è una sconfitta nel 1995.
Se c’è un posto nel golf dove si può materializzare una storia del genere, quel posto non può che essere l’Old Course di St.Andrews. LOpen Championship, il Major più antico del golf sta per cominciare e ci sono praticamente tutti.
Dalle vecchie glorie, passando per ex vincitori come John Daly, fino ad arrivare ad un ragazzino a malapena maggiorenne di nome Tiger Woods.
Le condizioni climatiche sono le più tradizionali: vento e freddo, ed il percorso trasuda tutta la sua storia.
Dopo tre giri emozionanti la storia racconta di un John Daly in club house pronto ad assaporare il suo secondo major.
Sul percorso rimane solo il nostro Costantino Rocca, ad un colpo e una buca per sperare almeno in un play-off.

La vittoria di una sconfitta

L’unica reale difficoltà della buca 18 di St. Andrews è la “Valley of Sins”, letteralmente la valle dei peccati.
Una profonda depressione proprio prima del green e come da tradizione l’asta è posizionata dietro ad essa, poco dentro il green.
Il tee-shot di Costantino Rocca è pressochè perfetto, quasi ad altezza green anche se leggermente a sinistra rispetto ad esso.
Tutto sembra talmente perfetto che nell’aria si respira addirittura l’idea di qualcosa di inimmaginabile, un approccio in buca per una vittoria senza eguali.
In club house il volto di John Daly ha perso il suo sorriso, tutto era pronto, ma questo è l’Old Course, non il campetto dietro casa. Il terreno è molto compatto e l’erba così bassa che sembra non esserci ed è così che avviene l’impensabile, Costantino Rocca flappa.
Mentre la sua pallina viene risucchiata dalla “Valley of Sins” finendo a 18 metri dalla buca. Il gelo prende il sopravvento sulla folla, John Daly abbraccia la moglie.
Il sogno sembra finito per tutti ma in campo, c’è un l’orgoglio e l’ostinazione di Bergamo, la “città dei mille”, che ha sempre lottato per ottenere qualunque cosa.
Nell’esplosione incontrollata della folla, Costantino Rocca spegne per la seconda volta il sorriso sulla faccia di John Daly.
Il suo putt si arrampica con tutta la tenacia del suo colpitore, finenendo nella buca dopo una corsa di 55 piedi, mentre Rocca sprofonda in ginocchio per esultare. E’ play-off.
La storia racconta che quella vittoria è di John Daly, ma Costantino Rocca quel giorno ha comunque ottenuto il suo successo.
Lo dimostra il fatto che da allora più che della vittoria di John Daly, si ricordi: “l’uomo che ha conquistato la Valley of Sins”.

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