Cronaca

Covid, aumentano i casi ed è di nuovo allarme a Milano

Cresce il numero di contagi da covid a Milano e provincia con ben 440 positivi totali registrati ieri. Per questo sono stati chiesti nuovi posti letto per prepararsi ad un eventuale seconda ondata. Alcuni medici pensano che siano opportuno un provvedimento simile alla zona rossa per evitare un secondo disastro come quello della scorsa primavera.

Covid, l’allarme di Milano

Negli ultimi giorni i contagi in Lombardia sono cresciuti in particolare a Milano e provincia. Nel capoluogo Milanese e dintorni nella giornata di ieri sono stati registrati 440 nuovi casi di contagio mentre nella giornata precedente 363. Per questo in una riunione avvenuta ieri tra Regione e dirigenti sanitari si è chiesto di mettere a disposizione negli ospedali Covid lombardi un migliaio di posti per fronteggiare un eventuale seconda ondata. Un’ondata a cui sta preparando anche un ospedale già in prima linea la scorsa primavera come il Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Abbiamo appena terminato una call con i direttori sanitari con la Regione e la richiesta è di dare un contributo importante in termini numerici. A ognuno dei 17 ospedali Covid è stato assegnato un contingente di posti da mettere a disposizione e quindi in qualche modo dovremo potenziare questa attività di ricovero per le aree che in questo momento sono più colpite”. È quanto fa sapere Marco Rizzi, primario del reparto di Infettivologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII.

La situazione in Lombardia

Contenere e prevenire l’emergenza

Per i medici occorono misure più selettive per prevenire un’eventuale emergenza e diminuire i rischi di una seconda ondata a Milano. “Milano è in difficoltà, da giorni chiede posti letto. Se non si controlla l’onda, gestirla sarà un problema. Qui a Bergamo abbiamo imparato: rinviare le misure fa disastri”, avverte il dottor Rizzi. Occorre dunque una soluzione ma che non sia un lockdown totale.

Per Rizzi sarebbe opportuno applicare ciò” che sta succedendo anche in altri Paesi come Gran Bretagna o Spagna dove si identificano alcune parti di città o aree metropolitane. Questo è difficile ed è difficile gestire a livello di consenso e informazione, ma bisogna costruire percorsi selettivi”. Questo perchè “non si può pensare che se va male in un paio di province si deve bloccare tutto il Paese o un’intera regione”.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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