«È incredibile», hanno commentato attoniti gli abitanti di Crans-Montana che, appena usciti dalla messa, si sono trovati nuovamente davanti alle fiamme. Ad andare a fuoco, questa volta, è stato il memoriale creato per le vittime dell’incidendio divampato la notte di Capodanno al locale Le Constellation, costato la vita a quaranta persone, molte delle quali minorenni.

Non è chiaro se il nuovo rogo sia accidentale o doloso, ma i vigili del fuoco lo hanno domato poco dopo. Purtroppo, però, è rimasto ben poco del “sacrario” in onore dei ragazzi scomparsi la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio: si trattava di un grosso tendone che conteneva fiori, dediche, disegni e lettere. La polizia cantonale ha aperto un’inchiesta a riguardo: dai primi accertamenti, sembrerebbe che, a causare il tutto, siano state le candele poste su un tavolo al centro del memoriale.

Incendio a Crans-Montana: al via nuovi interrogatori

Proseguono, intanto, le indagini in merito alla tragedia che ha scosso la località sciistica svizzera. Laurent Moreillon, avvocato e docente di diritto all’Università di Losanna, ha parlato del possibile coinvolgimento nell’inchiesta del Cantone del Vallese: «Se si entra nella problematica di analisi delle responsabilità del Comune probabilmente si deve andare più in alto: è possibile che ci sia il funzionario che ha omesso, ma bisogna chiedersi chi doveva controllarlo e allora si arriva al vertice del Comune e probabilmente anche più in alto, al Cantone, che ha un servizio che si occupa di incendi».

La prossima settimana, intanto, avrà luogo un nuovo giro di interrogatori. Lunedì i magistrati ascolteranno Ken Jacquemoud, capo della sicurezza dei locali pubblici di Crans-Montana fino al 2024. In seguito toccherà di nuovo a Jacques e a Jessica Moretti, i due proprietari del bar Le Constellation; la coppia è attesa dalla procura per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio.

Federica Checchia