Jessica e Jacques Moretti, i proprietari di Le Constellation, il bar di Crans-Montana, in Svizzera, andato a fuoco la notte di Capodanno, sono indagati dalla magistratura svizzera per i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Ad annunciarlo, ieri pomeriggio, è stata la polizia del Canton Vallese. I due imprenditori, moglie e marito, hanno già dichiarato, nel corso dei primi interrogatori, di aver superato tre ispezioni di sicurezza in dieci anni senza alcun problema.
La procura svizzera ritiene che il rogo abbia avuto inizio dalle scintille di alcune candele pirotecniche, che avevano dato alle fiamme i pannelli fonoassorbenti presenti sul soffitto del locale. Gli inquirenti stanno analizzando i materiali di costruzione dell’edificio, ma anche il rispetto delle norme di sicurezza, in particolare per quanto riguarda la capienza massima e la fruibilità delle uscite d’emergenza.
Il bilancio delle vittime dell’incendio a Crans-Montana
Nell’incendio, divampato nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, hanno perso la vita quaranta persone; i feriti sono almeno centoventuno. Sono ancora in corso le attività per identificare tutte le vittime, ma la procedura è lunga e difficile. Le condizioni dei cadaveri, a causa delle conseguenze del fuoco, stanno infatti rendendo complesso il riconoscimento. Il comandante della polizia cantonale, Frédéric Gisler, ha dichiarato che le autorità conoscono la nazionalità di centosedici tra le persone ferite. Tra queste ci sono settantuno cittadini svizzeri, quattordici francesi, quattordici italiane e quattro serbe. Sono quasi tutti minorenni, o giovani di età compresa tra i sedici e i trent’anni.
Federica Checchia





