Il mio idolo fa questo, la mia cantante del cuore fa questo altro, comprerò questo prodotto perché l’ho visto sponsorizzato ed altro ancora. Quante volte abbiamo detto o ascoltato queste parole? Ormai, infatti, i vip del mondo dello spettacolo sono dei veri e propri guru delle nostre vite. Da loro copiamo tutto: stile, acconciatura, trucco, capi firmati, bigiotteria etc. Tanto più forte è l’idolatria verso un personaggio, tanto ne diventiamo ossessionati. Ma qual è la linea sottile tra ammirazione e ossessione?
Gli idoli di tutti, l’ossesione che diventa comune
Seguire un idolo e averlo nel cuore significa proprio sposare una causa. Entrare a far parte di un fandom non è solo un’espressione usata molto dai social, ma è un passo molto importante. Si inizia nel seguire la persona di riferimento sui social, monitorare qualsiasi interazione con famigliari ed amici, ascoltare tutte le sue canzoni o vedere i suoi film. E quella che è ammirazione diventa, nel suo primo step, familiarità. L’idolo si trasforma in una persona di famiglia di cui si pensa di conoscere tutto e di conseguenza si inizia a trattarlo da amico. Nella testa di chi fa parte di un gruppo di fanatici/fanatiche così sentito, il personaggio famoso diventa parte della loro quotidianità.
Aggiungi un posto a tavola
L’ulteriore passo verso una forma ossessiva compulsiva del fanaticato è il traslare l’idolo nella vita di tutti i giorni. Ad esempio creare dei cartonati o dei pupazzi con le loro sembianze o voci. In tal modo, la distanza tra vip e persona comune viene accorciata e, in sintesi, ci si sente meno soli. E non solo, si instaura così un rapporto che sembra essere paritario e di conseguenza, iniziano le pretese e le aspettative.
Io comando te
Lo sbaglio più grande che un fanaticato può fare, ma che ancora siamo ben lontani da riconoscerlo, è considerare la stella dello spettacolo come un amico o come qualcuno parte della propria cerchia e su cui quindi riversare i propri desideri, aspettative e voleri. La rabbia di moltissimi verso alcune scelte di vita, che sia privata o professionale, nasce proprio da questo. Non viene accettato di non aver potere di scelta o di scambio sul vip di turno. Della serie “io vengo a vedere i tuoi live show, pago la tua musica, ti permetto di guadagnare sui social e per questo divento io a comandare”. Ma la deriva è pericolosa, da ambo le parti.

L’ammirazione che diventa stalkeraggio
- Da quel momento si innesca un meccanismo di pura ossessione: i fan seguono anche fisicamente i loro idoli, rintracciano gli hotel dove risiedono a volte, inviano loro messaggi minatori, scoprono il loro indirizzo di casa. E in quel caso, la parte più rischiosa diventa realtà. Basti pensare a casi tristemente famosi che hanno segnato la storia, come l’omicidio di John Lennon per mano di Mark David Chapman, un fan che era passato dall’idolatria maniacale al desiderio folle di “appropriarsi” della sua fama attraverso il sangue.
Ma la cronaca è piena di questi episodi: pensiamo al caso inquietante di Björk, che nel 1996 ricevette un pacco bomba all’acido solforico da un fan che non accettava la sua vita sentimentale. Ancora oggi, star come Sandra Bullock, Ariana Grande o Taylor Swift si trovano a dover gestire intrusioni domestiche da parte di individui convinti di avere un legame speciale con loro, trasformando l’ammirazione in un vero e proprio incubo fatto di paura e violazione della privacy.
L’allarme di una generazione
Ciò evidenzia un elemento comune: la solitudine. Ogni persona che diventa ossessionato dal proprio idolo è una persona sola, che ritrova nel vip un conforto o una vicinanza assente dalla vita reale. E questo evidenzia come un’intera generazione, dai più giovani agli adulti, in questo mondo, affronti delle problematiche serie, legate alla salute mentale e all’ansia sociale. Trovare il proprio posto e riversare il tutto sulla persona che ammiriamo è pericoloso ed è chiaro che per contenere questo fenonemo sia fondamentale sia che le case discografiche inizino a tutelare la salute mentale e fisica dei loro artisti, sia che si inizi a prendere le distanze da loro. Che non significa smettere di amarli e seguirli, ma vuol dire capire che i vip sono persone e come tali hanno una sfera privata e intima su cui i fandom non hanno e non devono aver potere.
Layla Perroni
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