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Da lunedì 29 novembre due regioni in zona gialla: cosa cambierà

L’ondata di contagi covid prosegue regione per regione, con altri 9.709 casi, e – mentre si apre la vaccinazione degli over 40 con la terza dose – si studiano regole e misure per contrastare la pandemia ad un mese da Natale. Il “Green Pass rafforzato” di cui si parla ormai da giorni sarebbe un lasciapassare che escluda i non vaccinati praticamente da tutti i luoghi delle attività ricreative come ristoranti, palestre, teatri e cinema e via dicendo, mentre i tamponi darebbero diritto al certificato per lavorare. Una decisione “forte”, che sarà ben ponderata dal governo Draghi. Nulla è stato deciso, ma le limitazioni per i non vaccinati non scatterebbero in zona gialla, bensì solo in zona arancione e rossa.

Oggi come oggi l’Italia è tutta in zona bianca, ma non durerà: la zona gialla – o peggio quella arancione – è un rischio concreto per diverse regioni a dicembre 2021. I governatori in vista del confronto con il governo ribadiscono la priorità: tutelare salute ed economia, arginando contagi ed evitando chiusure drastiche come quelle varate da altri paesi. L’esempio dell’Austria, da oggi in lockdown, è sotto gli occhi di tutti. E anche in Germania, con decine di migliaia di contagi ogni giorno, il giro di vite in alcuni Land è realtà.

Massimiliano Fedriga è il presidente di quel Friuli Venezia Giulia che per primo potrebbe scivolare in zona gialla dal 29 novembre. Il cronoprogramma è stretto: già martedì l’incontro delle Regioni col governo, chiesto proprio da Fedriga, poi la cabina di regia mercoledì e a seguire il Consiglio dei ministri. Date estremamente ravvicinate per mettere a punto un decreto complesso che conterrà l’obbligo di terza dose per i medici, gli infermieri e gli operatori delle Rsa, l’anticipo del booster a 5 mesi dalla seconda somministrazione e la riduzione della validità del Certificato verde a 9 mesi vincolato alla terza dose.

Zona gialla, arancione e Super green pass: le parole di Zaia e Fedriga

“Dobbiamo evitare che ci sia un aumento importante di richieste di ospedalizzazione. Dobbiamo anche dare certezze al sistema economico e imprenditoriale di questo paese”, dice Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle regioni, intervenendo a In mezz’ora in più.

“Proporremo al governo di scegliere il più presto possibile misure che possano favorire le vaccinazioni, garantendo in caso di passaggio di zona la possibilità di superare le restrizioni per le persone vaccinate o per coloro che hanno superato la malattia. Questo potrebbe spingere indecisi a partecipare alla campagna di vaccinazione e dare certezze a imprese, ristoratori, albergatori, negozianti”, aggiunge Fedriga.

“E’ una sfida difficile, ma dobbiamo tenere insieme questi due fattori. Se non interveniamo, oggi in una regione in zona arancione o rossa si chiude per tutti. Si chiude per tutti a prescindere, nella fotografia attuale. Parliamo di far fare un po’ più di cose a chi ha meno rischi di ospedalizzazione: non si tratta di chiudere qualcuno, si tratta di aprire un po’ di più per qualcun altro”, spiega il governatore.

“Ci incontreremo lunedì o martedì al massimo con il governo: non possiamo chiudere”, annuncia Luca Zaia, governatore del Veneto. “Non possiamo chiudere, si punterà su questo green pass rafforzato. Immagino andrà a finire così: i vaccinati potranno accedere ai ristoranti in zona arancione o rossa, chi non è vaccinato avrà limitazioni”, è lo scenario che il governatore del Veneto delinea a Che tempo che fa.

“La preoccupazione c’è, i contagi aumentano. Noi in Veneto ne abbiamo 1500-2000 al giorno, abbiamo circa 400 persone ricoverate. Di queste, 71 sono in terapia intensiva e l’80% di queste persone non sono vaccinate. L’anno scorso avevamo circa 2000 persone in ospedale, lo scenario è cambiato: il vaccino ha creato un muro davanti al contagio. Dobbiamo dialogare con i cittadini che non hanno ancora deciso di vaccinarci, rischiamo di perdere la partita”, dice.

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