La scelta di riadattare sul grande schermo un gioco può essere un’operazione ardua. Senz’altro non priva di rischi, specie se il cuore del gioco è basato su scelte soggettive che influenzano il corso della storia. Amazon ha deciso di farsene carico, annunciando la realizzazione di una serie televisiva basata su Life is Strange. Il pubblico si interroga sulla riuscita e sull’assenza del team di sviluppo.

La serie tv Life is Strange è un rischio?

Il mondo videoludico è in costante evoluzione, soprattutto da un punto di vista grafico. In una manciata di anni gli sviluppatori hanno iniziato a padroneggiare nuove tecnologie capaci di rendere l’esperienza di gioco maggiormente immersiva e realistica. È diventato comune avviare su console o pc un videogioco e rimanere sbalorditi dalla verosimiglianza con il mondo reale. Le texture, le espressioni facciali e la fluidità, nonostante siano diventati comuni, riescono ancora a lasciare il giocatore sbalordito.

È proprio la realisticità a lasciare perplessi alcuni giocatori. Da molti viene considerato “inutile” riadattare un videogioco sul proiettore. Tale puntualizzazione scinde l’aspetto emotivo (cioè il desiderio che un’opera videoludica non venga “rovinata” dalle scelte registiche contrapposte all’originale) e si focalizza sulla consapevolezza che il gioco equipara già graficamente un film. Ne è l’esempio The Last Of Us, un prodotto visibilmente eccelso che non necessitava di una produzione cinematografica (a detta di una buona fetta di pubblico). Per Life is Strange, invece, bisogna intraprendere un discorso differente.

L’avventura grafica ultra premiata di cui parliamo ha effettivamente una particolarità: le scelte multiple. Per i fruitori di videogiochi simili, come Detroit: Become Human o Heavy Rain, Life is Strange è un titolo immancabile. Un’opera che ti consente di avvertire il peso delle scelte che, proprio come nella vita reale, hanno delle conseguenze sul corso degli eventi. Però non è stata sicuramente la grafica a far innamorare, ma la storia avvincente e i personaggi.

Le scelte di Amazon appaiono discutibili

Life is Strange, infatti, è stato rilasciato in cinque episodi nell’arco del 2015. Pertanto la scelta di dargli una nuova vita è plausibile, ma ciò che preoccupa il pubblico sono i due finali tra cui è possibile scegliere e la personalizzazione complessiva dell’esperienza di gioco. Vi è il timore che l’essenza della storia possa venir meno. Sappiamo che Netflix aveva sperimentato in passato attraverso Black Mirror: Bandersnatch, dando la possibilità al pubblico di compiere scelte. Il tentativo non è stato un successo, tant’è che quell’episodio è stato rimosso dal catalogo.

Omesse le perplessità sulla realizzazione, negli ultimi giorni c’è stato altro che ha fatto discutere e sorgere dubbi. Pare infatti che Amazon abbia scelto di non coinvolgere gli autori di Life is Strange. Una scelta ritenuta discutibile ai fini della riuscita del progetto. Al comunicato stampa di Amazon MGM Studios, Christian Divine (sceneggiatore principale e co-director per i primi capitoli del gioco) ha mostrato disappunto per le scelte compiute. Per l’adattamento sono stati coinvolti Square Enix, Story Kitchen, e LuckyChap. Non figura DON’T NOD, il team che di fatto ha contribuito alla pubblicazione del gioco tanto amato. Il pubblico spera nella buona riuscita malgrado le avversità che appaiono già in prima battuta.

Stefania Cirillo