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Dalla carta allo schermo: L’evoluzione di My Hero Academia

Ci sono delle storie che ci restano nel cuore più di altre. Ci riempiono di emozioni forti, tanto che mentre leggiamo sembra quasi di essere catapultati in quel mondo di fantasia. Dalla mia infanzia a oggi, sono molti i fumetti che mi hanno fatto emozionare, spesso anche commuovere. Osservare le sfaccettature che emergono da una storia quando ci viene raccontata attraverso un canale diverso mi ha sempre affascinata. Questo perché specialmente quando un’opera arriva alla sua conclusione è difficile abbandonare quei personaggi che abbiamo talmente tanto interiorizzato che sembrano parte della famiglia. E’ da quel sentimento che parte la ricerca, passando così dalla “Carta allo Schermo”, cercando di trovare altri modi in cui l’opera può essere raccontata.

Ammetto che ho letto tutto il fumetto solo dopo aver visto le prime 2 stagioni dell’anime su Netflix. Inizialmente avevo molto sottovalutato questa storia che invece ho visto evolversi insieme ai suoi stessi protagonisti, sorprendendomi moltissimo, tanto che a questo punto sono molto curiosa di vedere il prossimo film!… Sto parlando di My Hero Academia!!

Il manga shonen “Boku No Hero Academia” (traduzione letterale ” la mia accademia da Eroe”), è un’opera scritta e disegnata da  Kōhei Horikoshi, serializzata in giappone dalla nota  Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 7 luglio 2014; e arrivata in Italia nel 2016 edita da Starcomics. In Italia la prima stagione è stata trasmessa nel 2018 su Italia 2.

La Trama

In una società dove l’80% della popolazione ha un potere caratteristico chiamato Quirk (letteralmente Unicità), il nostro protagonista è Izuko Midorya, fan sfegatato del più grande eroe di tutti i tempi, All Might e fin da bambino il suo sogno è quello di poter diventare come il suo eroe. Ma purtroppo in Izuko, la mutazione che a 4 anni avrebbe dovuto far manifestare il suo potere, non è presente. Izuko, diventa così uno dei pochi rimasti senza poteri, e questo lo porta a subire gli scherni dei suoi compagni di classe; primo fra tutti Bakugo, che lo ha soprannominato Deku (Buono a nulla). Deku avrà l’occasione di compiere un gesto eroico di fronte al mitico All Might, che assistendo al coraggio del ragazzo deciderà di aiutarlo a entrare alla U.A, la famosa scuola per eroi, e di tramandargli il suo potere, il One for All.

L’Anime “My Hero Academia”

Questa è a grandi linee la storia di Deku e di come diventerà il più grande degli eroi. E’ lo stesso Deku a dircelo all’inizio sia del primo capitolo che del primo episodio. Apprezzabilissimo che fra il manga e l’anime ci sia il rispetto della storia originale, senza episodi filler inseriti al solo scopo di allungare la produzione e che si discostano dall’arco narrativo principale. L’anime prodotto dallo Studio Bones, già famoso per l’adattamento di un grande caposaldo come Full Metal Alchemist, segue direttamente la trama in tutto e per tutto. Un’altra scelta azzeccata è stata quella di dividere gli episodi in più stagioni.

Poteva essere un azzardo a causa dell’attesa, ma vista la qualità dell’animazione rispetto anche ad alcuni pilastri del genere, l’attesa ne vale la pena ( One piece e Naruto sono due manga intoccabili ma per quello che riguarda l’anime, il peso dei filler e la durata del singolo episodio si fanno sentire). Le stagioni in totale dal 2016 a oggi sono 4, la quinta dovrebbe uscire a breve. Le prime due sono entrate a far parte del catalogo di Netflix con l’ottimo doppiaggio in italiano, mentre su Crunchyroll sono presenti, sottotitolate in italiano, le ultime 3 stagioni.

I Film

locandina di My hero academia: Heroes Rising - photocredits: akiba gamers
locandina di My hero Academia: Heroes Rising – photocredits: akiba gamers

Nel catologo di Netflix, sono disponibili anche i due film, My Hero Academia: Two Heroes e My Hero Academia: Heroes Rising. Il primo film è ambientato alla fine della seconda stagione dell’anime, dopo gli eventi del festival sportivo; mentre il secondo film è ambientato dopo la lotta contro Kai Chisaki, capo dei Shie Hassaikai, che vedremo nella quinta stagione dell’anime. Oltre ai film, sono usciti anche 4 Oav della saga: My Hero Academia – Save! Rescue Training; My Hero Academia – Training of the Dead; All Might Rising e My Hero Academia – Make It! Do-or-Die Survival Training che purtroppo al momento non sono di facile reperibilità in Italia. L’unico che si trova sottotitolato in italiano è il quarto Oav sulla piattaforma gratuita di streaming VVVVID.

Per quello che riguarda i due film presenti su Netflix, le due storie si ricollegano perfettamente al fumetto e aggiungono dei particolari interessanti alla storia. Sia i personaggi che le storie sono state ideate dallo stesso Horikoshi, che ha confessato che il combattimento del secondo film era il suo piano iniziale per lo scontro finale del manga. Il terzo film My Hero Academia: World Heroes mission sarà nelle sale italiane per 4 giorni a partire dal 18 Novembre. Trovate qui il trailer in italiano.

Il Manga “Boku No Hero Academia”

Sotto un punto di vista puramente grafico, le scene dei combattimenti e le ambientazioni sono veramente curate nei minimi dettagli; si può tranquillamente dire che Horikoshi ha creato un suo tratto ben definito e riconoscibile. Nel personaggio di All Might si può notare il riferimento al classico supereroe americano alto e muscoloso; mentre alcune delle tavole in cui è presente Shigaraki Tomura ( il villain nemesi di Deku) trasmettono totalmente l’oscurità che si cela dietro al personaggio. Intendiamoci, la storia non sembra molto originale all’inizio. Questo perchè pare che non ci siano molti elementi differenti nè dalla classica storia di supereroi che si scontrano con i supercattivi, nè dal classico battle shonen dove il ragazzino sfigato riesce a diventare il più forte. Tralasciamo il fatto che l’arco temporale in cui si svolge la storia è piuttosto breve ( Si sono succedute già diverse saghe ma per adesso si è appena concluso il primo anno scolastico) e concentriamoci su altro…

Shigaraki Tomura & Midorya - Photocredits: released.news
Shigaraki Tomura & Midorya – photocredits: released.news

..Siamo abituati a pensare che in storie come questa il protagonista sia quello che vince in ogni cosa che fa, non solo nelle battaglie. Ovviamente succede anche qui, ma il concetto di Eroe si estende non solo alla classe Prima A ma all’intera U.A. Ho trovato molto bello il dietro le quinte della famiglia di Shigaraki, ma trovo che la carta vincente del manga sia il rapporto fra Deku e Bakugo. Quest’ultimo è costantemente in contrapposizione a Deku, tanto che spesso viene ironicamente paragonato ai Villain per la sua foga. I due alla fine hanno lo stesso obbiettivo ma con punti di vista differenti (Deku vuole diventare un eroe per salvare le persone, Bakugo perché vuole vincere sui cattivi). Questo è forse l’aspetto che più di tutti stimola la mia voglia di sapere come la vicenda possa evolvere e mi fa restare in attesa del prossimo volume.

In Conclusione vi consiglio My Hero Academia perchè…

Superato il pilot, che introduce una trama che pare priva di innovazione, la storia riesce a sviluppare elementi interessanti. La costruzione della società dove si svolge la vicenda; la crescita del protagonista e della sua nemesi che vanno di paripasso; i retroscena dei villain e i momenti di respiro fra una saga e l’altra sono solo alcuni degli aspetti che hanno reso questo manga uno degli Shonen più belli degli ultimi anni. Se vi piacciono i supereroi non potete non conoscere questa storia; sono sicura che i sentimenti che legano i ragazzi della U.A emozioneranno anche voi.

Se avete letto My Hero Academia, e visto l’anime e i film, una menzione speciale va agli spin off: come My Hero Academia Smash! una serie di strisce di 5 volumi pubblicata nel 2017 da Star Comics, disegnate da Hirofumi Neda, che mettono in risalto il lato comico dei protagonisti sia fra gli eroi che fra i Villain; e Vigilante. My Hero Academia Illegals, ambientato sempre nell’universo di My hero Academia, di cui ritroviamo alcuni personaggi. I protagonisti in questo caso non sono gli eroi canonici, ma sono vigilanti senza la licenza di eroi e con quirk improbabili. Se poi volete qualcosa di più dinamico allora il picchiaduro pubblicato da Namco My Hero: One’s Justice è quello che fa per voi!

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Carlotta Mione

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