“Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport -dice Silvestri- Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri..e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione”.

La premessa del cantautore romano anticipa tutta l’energia e la carica che il primo concerto del suo tour ‘La Terra dal vivo sotto i piedi‘, nei palazzetti di tutta Italia, ha dimostrato. E’ partito proprio da Roma, per questo weekend del 25 e 26 ottobre al Palazzo dello Sport, per segnare un grande ritorno in stile Silvestri.

Non soltanto un concerto, ma un vero show… quello che Daniele Silvestri – e la sua band di 9 musicisti – ieri sera ha rappresentato sul palco. Anzi, proprio l’assenza del palco è stato il primo colpo di scena del concerto. In pieno stupore, Daniele Silvestri si è esibito in un allestimento scenografico spettacolare e totalmente a piede libero: un cumulo di terra al centro del Palazzo dello Sport ha trasportato tutto il pubblico nel cuore dell’ultimo album (letteralmente).

Un’occasione, questa, per esprimere tutta la maturità anche scenica di una carriera che garantisce soddisfazioni ormai da più di vent’anni, accompagnato questa volta da un ospite d’onore, il giovane rapper Rancore, che ha tenuto testa a Silvestri per diversi brani.

Immerso e sospeso tra un ledwall e un gioco di luci elettrizzante, Daniele Silvestri ha mantenuto alta la tensione emotiva nella platea in una combinazione di contrasti tra nuovi e freschi brani elettronici a momenti di impalpabile dolcezza in set più acustico e intimo.

E se lo show in cui Roma era immersa non bastasse, come in un teatro nel teatro, il concerto di Daniele Silvestri si è aperto a un nuovo spettacolo che si è stretto nel nucleo familiare della memoria interna dei suoi 25 anni di musica. Come attraversare i ricordi, il cantautore ha sfogliato uno dopo l’altro tutti i suoi successi dal 1994 agli ultimi brani. Una carrellata tutta d’un fiato che ha lasciato sospese le emozioni del pubblico come su un filo di Acrobati.

E quasi alla fine del concerto rivediamo un Daniele Silvestri ancora più adulto dei sogni che lo hanno portato fin qui: una consapevolezza che fa della tecnica la forma, della passione l’argomento. Ha rivisitato il suo percorso ritornando alla semplicità della Terra, che sa stringersi in un pugno ma raccogliere tutto il mondo. Proprio come la musica. La sua.

Rossella Papa

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