Il terzo album di Darman, nome d’arte di Dario Mangiacasale, è uscito il 3 Aprile, con il titolo “Necessità interiore”. Dieci brani scritti, prodotti e arrangiati dal cantautore calabrese di base a Torino. Darman in dieci brani racconta il suo nuovo progetto discografico, che verte intorno ai temi dell’amore puro, ma anche dei ricordi più intimi:

“Necessità Interiore è l’indole artistica che nasce dal subconscio, seguendo il dettame dell’ispirazione più pura. È un concetto che ho sempre accarezzato dentro di me e che ho scoperto recentemente anche in alcune opere letterarie del genio Vasilij Kandinskji. Il titolo dell’album rappresenta l’amore viscerale, è luce che tutto illumina e tutto crea, senza la quale nulla esisterebbe; permea le iridi, le irradia, regalandoci la magnificenza dell’Universo.

È Lei che crea le ombre, sia in senso fisico che figurato: sta all’essere umano irradiato apprendere l’arte di destreggiarsi tra esse, scrutando e perseguendo la vera direzione.

Darman Photo Credit@Gabrielelopiccolo
Darman Photo Credit@Gabrielelopiccolo

MM: Ciao, questa tua opera sinestesica , “Necessità interiore”, è senza dubbio di ispirazione artistica e, ci spieghi, nasce dal subconscio. Ti va di raccontarci il tuo incontro con Vasilij Kandinskji e come questo ha influito nelle tracce?

D: Ciao e grazie per lo spazio a me concesso. Diciamo che la mia arte è sempre stata di derivazione intimamente subconscia, essendo un artista che si nutre di ispirazione nuda e pura. Con “Necessità Interiore” ho voluto rimarcare ancor di più questo concetto, come tratto distintivo del mio modo di concepire l’arte in senso lato. In un mondo dove a farla da padrone è l’appiattimento verso i gusti delle masse, creati da chi detiene il potere di convogliarli, credo che sia giusto gridare con forza, orgoglio e fierezza quando un percorso si discosta da tutto ciò.

Condivido con Kandinskji il pensiero di riconoscere nell’ispirazione pura e intransigente la causa e l’effetto d’espressione, artistica e non. Condivido con lui anche la commistione tra le arti, la magia di farsi ispirare da un quadro per comporre un brano musicale e viceversa, oltre che la sinestesia, cioè la capacità di ascoltare un gusto o di vedere un suono. “Necessità Interiore” è tutto questo e molto altro, è un lavoro complesso e, nello stesso tempo, semplice e fruibile.

MM: La “necessità interiore” del tuo album e il rapporto musica e pittura.

D: Mi affascinano tutte le forme d’arte. Sono attratto misticamente dall’arte coraggiosa, quella nella quale riesco a riconoscere nitidamente la volontà dell’artista di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di mostrarsi nella sua vera essenza. In “Necessità Interiore” ci sono chiari riferimenti al mondo della pittura, basti pensare al brano Dora e Picasso, a Splash, a Deformazioni Assiali che, pur essendo strumentale, è un viaggio immaginifico nei quadri di Dalì, di De Chirico, di Mirò, di Kandinskji, di Picasso

MM: Nel primo brano “Pubblicità Riflesso” c’è questo forte attacco al consumismo con un video molto evocativo. Lo pensi anche dell’arte contemporanea?

D: Pubblicità Riflesso” è un chiaro manifesto pro-realtà, pro-semplicità, pro-veridicità in tutti gli ambiti e contesti, anche e soprattutto quello artistico. Credo che come percorso interiore e artistico io abbia raggiunto una buona maturità e una buona pacatezza d’animo, ma ci sono alcune cose che continuano a farmi ribollire il sangue, che non riesco a sopportare. Una di questa è la pornografia intellettuale degli artisti, oltre che l’ostentazione del nulla, la divinazione ingiustificata.

Cresciamo in un mondo che ci inculca un’idea di società sbagliata dalle fondamenta, dove regna il maschilismo più o meno velato, il razzismo più o meno velato, l’intolleranza più o meno velata. Tutto questo crea infelicità, incapacità di guardarsi dentro e riconoscersi nella propria essenza e, di riflesso, di intraprendere percorsi di vita attinenti alle nostre peculiarità. Si tende, invece, a omologarsi… ed ecco che chi convoglia i gusti riesce ad attecchire…

MM: In “Viaggio Miraggio” canzone d’amore pura, si esprime la voglia di mostrare, in un percorso di coppia, anche le parti che di noi fanno più paura. Cosa pensi dei rapporti di oggi?

D: Penso che, molto lentamente, stiamo incominciando a sgusciare via da idee sbagliate di percorsi di vita scanditi da vincoli artefatti. Alla base di qualsiasi percorso e/o rapporto ci deve essere l’amore: senza di esso, il risultato è l’abitudinarietà, la falsità, l’infelicità.

MM: In “Dora e Picasso”, brano ispirato dal “Ritratto di Dora Maar” di Pablo Picasso abbiamo un viaggio ideale nel momento del concepimento dell’opera, dove gli sguardi seduttivi tra i due protagonisti si uniscono in un gioco di irresistibile seduzione. Raccontaci come hai concepito questa canzone.

D: Stavo osservando l’opera di Picasso con grandissimo trasporto e ho sentito dentro di me il vento dell’ispirazione. Ho preso chitarra, foglio e penna ed è nato il brano. E’ esattamente ciò che ho immaginato guardando il quadro, né più e né meno.

MM:“Deformazioni Assiali” è il brano perfetto per concludere. Un viaggio psichedelico, sinestesico verso una concezione diversa della realtà.

D: Deformazioni Assiali” è la libertà artistica per eccellenza, l’assolo di chitarra è completamente improvvisato, è un “buona la prima”. Come accennato già precedentemente, questo brano è un volo immaginario all’interno dei capolavori dell’arte dei primi del Novecento, tra quelle opere dove gli artisti scomponevano la realtà in forme irreali e surreali. Non c’è arte migliore di quella che mostra la visione della realtà elaborata dalla mente umana dell’artista, riproposta in forme non conformi al ciò che ci circonda.

MM: Progetti per il futuro?

D: Per il momento mi riposo e mi godo “Necessità Interiore”, che in settimana sbarca nei negozi di dischi (grazie alla collaborazione con Audioglobe). E’ un grande passo in avanti per il mio progetto musicale e ne approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me sin dagli albori di questo bellissimo viaggio. Con calma, poi, riprogrammerò le tappe del tour di presentazione del disco, posticipato per via della pandemia da CoVid-19. 

In questi ultimi giorni, poi, è tornata a bussare alla porta la “dea ispirazione” e mi sto di nuovo divertendo a comporre musiche, a scrivere testi. Ho già idee per i prossimi appuntamenti discografici… ma per parlare di questo è ancora presto. Grazie.

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