Tutte le Giulia d’Italia si saranno sentite cantare, almeno una volta nella vita, Dedicato a te, la canzone che ha fatto conoscere Le Vibrazioni al grande pubblico. Il brano, datato 2003, è ora diventato il punto di partenza per un musical, che andrà in scena al Teatro Nazionale di Milano dal 14 al 22 marzo 2026.

In Immensamente Giulia, questo il titolo dell’opera rock, Francesco e Giulia si conoscono e si innamorano in una Milano degli anni Novanta. La ragazza diventa una sorta di guida spirituale per il protagonista maschile, nelle varie fasi della sua crescita personale, a cavallo del nuovo millennio.

“Immensamente Giulia”, il musical de Le Vibrazioni

Il musical de Le Vibrazioni andrà in scena a marzo 2026 al Teatro Nazionale di Milano

Il personaggio di Francesco sarà interpretato da Isacco Venturini; nel ruolo di Giulia c’è invece Anna Volpato. Completano il cast Anselmo Luisi, batterista, polistrumentista e performer, Rebecca Ingrassia e Giuditta Cosentino. Tra gli ospiti speciali, anche l’attore comico Germano Lanzoni e Gianluca Di Lauro, membro del gruppo Nina’s Drag Queens.

Musica e testi sono di Francesco Sarcina, direttore musicale dello spettacolo. Sul palco una band eseguirà live ventotto brani originali composti dallo stesso frontman de Le Vibrazioni.

La dedica di Francesco Sarcina

Il soggetto trae ispirazione da fatti realmente accaduti, anche se in parte romanzati, ed è dedicato a Giulia Tagliapietra, musa ispiratrice del celebre singolo, morta lo scorso anno a quarantasei anni.

Sarcina ha spiegato: «È una storia nata dalla mia vita, trasformata in musica e che adesso restituisco a un pubblico di diverse generazioni. Sul palco ci sarà il mio mondo, quello in cui ho vissuto. Lo spettacolo si chiude con la canzone che ha dato origine a tutto, scritta dopo la perdita di Giulia. Questa volta, a lei dedico non solo una canzone, ma un’opera intera. Dopo aver scritto un’altra canzone dedicata a Giulia, subito dopo la sua perdita, per me è stato inevitabile pensare che non bastasse. Sentivo il bisogno di raccontare davvero la sua storia. Mi sono sentito chiedere tantissime volte chi fosse Giulia. Così ho capito che mi sarebbe piaciuto raccontare tutto quello che era accaduto prima della canzone: i sogni, le avventure, le amicizie, le risate e anche i momenti più drammatici. Così è nato il desiderio di trasformare tutto questo in un’opera rock».

Federica Checchia