Il veleno nascosto tra le pagine di un romanzo non è solo una geniale trovata letteraria di Umberto Eco, ma una solida (e vagamente inquietante) realtà. Un’edizione inglese di The Uncommercial Traveller di Charles Dickens, attualmente custodita dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, potrebbe infatti contenere arsenico. Si tratta di una sostanza tossica utilizzata alla fine del Settecento per tingere le copertine dei libri, a causa suo caratteristico colore verde acceso.

Un verde effettivamente presente anche nel rivestimento dell’opera dell’autore inglese, a sua volta inserito in un elenco contenente oltre duecento titoli, stilato dal Poison Book Project, una ricerca dell’Università del Delaware volta a rintracciare volumi contaminati. Almeno dieci edizioni segnalate dalla lista farebbero parte del patrimonio italiano. Probabile, quindi, che alcune copie siano consultabili nelle nostre biblioteche.

Libri e arsenico, come in un giallo

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Alcuni libri, catalogati dal Poison Book Project, potrebbero contenere tracce di arsenico

La questione è diventata di dominio pubblico nel 2018, quando due studiosi dell’Università della Danimarca meridionale hanno rilevato tracce di arsenico nelle rilegature di tre manuali risalenti alla fine del Cinquecento, per poi isolarli dagli altri libri, in modo da evitare contaminazioni. Su di essi è stata disposta un’etichetta che avvisa circa la loro potenziale tossicità, e possono essere maneggiati solo indossando guanti da laboratorio.

Lo scorso anno molte biblioteche europee hanno condotto un’indagine attraverso i propri cataloghi; alcuni volumi sono in seguito stati rimossi dai llto scaffali. Anche The Uncommercial Traveller è stato sigillato in via precauzionale, nonostante la bassa pericolosità di una piccola quantità di arsenico.

Buona parte delle opere italiane presenti nell’elenco -va detto- non ha più rilegature di quella tonalità, poiché sono state sostituite nel tempo. Il romanzo di Dickens nell’edizione stampata a Londra da Chapman and Hall nel 1866, tuttavia, è senza dubbio di colore verde. Un caso che, come ne Il nome della Rosa, intrigherebbe Guglielmo da Baskerville e il suo fedele aiutante Adso.

Federica Checchia

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