Una segretaria sarebbe a dir poco riduttivo. Dina Minna, per Pippo Baudo, era molto ma molto di più. E vale lo stesso al contrario: anche per lei, Baudo (così lo ha sempre chiamato) è sempre stato un grande punto di riferimento per ben 36 anni. 

Lo seguiva sempre, in ogni decisione. La mattina presto arrivava in via della Vite (nella casa al centro di Roma dove viveva il conduttore) e gli organizzava tutto: dalle riunioni alle visite mediche. Lo ha seguito, fianco a fianco, fino all’ultimo; fino al Campus Bio Medico dove si è spento lo scorso 16 agosto

Nel 2020, ospite del talk L’Ora Solare condotto da Paola Saluzzi, Pippo Baudo aveva parlato di Dina Minna con profonda gratitudine e visibile commozione: “La ringrazio con tutto il cuore, perché per me è davvero indispensabile: mi cura, mi consiglia, mi rassicura. Mi sento protetto da lei. È molto più giovane di me, eppure, davanti a lei, mi sento come un bambino”. Parole che descrivevano perfettamente un sodalizio autentico, basato su affetto, fiducia e riconoscenza reciproca, che andava ben oltre il rapporto professionale tradizionale. Come dichiarato durante una diretta di RaiNews24, Dina Minna “non viveva con Baudo, ma ogni mattina era vicina a lui per stargli vicino e per ricordargli i farmaci della terapia che doveva seguire”.

Nel 2003, secondo quanto riportato da Dagospia, Baudo avrebbe ceduto due immobili a Dina Minna, un gesto che avrebbe irritato l’allora moglie Katia Ricciarelli. “Già non vedeva di buon occhio il rapporto tra Pippo e la segretaria”, riferirono persone vicine alla cantante, “e quando ha saputo che due immobili del marito erano passati a lei si è irritata ancora di più”. La rabbia di Ricciarelli non era legata ad aspetti economici – i due si erano sposati con la separazione dei beni – quanto piuttosto al valore emotivo di quel gesto, che apparve come una chiara dimostrazione di stima e “familiarità” tra Pippo e Dina.