Clamoroso flop per il thriller “The Fanatic” diretto da Fred Durst che vede John Travolta protagonista.
E’ iniziato settembre e già le previsioni sono sfavorevoli verso chi ancora, nostalgico metereologico, si bea dell’ultimo sole respirando una melanconica aria di giugno. L’Italia si presta ad accogliere il canto sibilante e caotico della rapsodia dei venti, nugolo d’aria massificata che compone quella rosa senza spine che fa respirare, invadendolo, il nostro paese.

Per John Travolta, oltreoceano, tira tutta un’altra aria e mentre per affrontare la nostra è necessario un radicale cambio di stagione per Danny Zuko non è così semplice. L’aria che respira l’icona anni settanta è putrescente e proviene dalle sale cinematografiche che accusano la freddezza con cui è stato accolto l’ultimo film che lo vede protagonista. Il thriller “The fanatic” diretto da Fred Durst ha difatti gelato il box-office USA a causa del suo raro risultato al ribasso, poco più di tremila dollari incassati in cinquantadue cinema per il primo giorno di programmazione. La febbre del sabato sera è diventata ormai una leggera influenza per Travolta che per il quarto film consecutivo non riaccende i bollenti spiriti lasciando il termometro ad una misera tacca sotto il trentasette.

“Gotti”, “Nella valle della violenza”, “The killing season”, sono le masse di una bora gelida che non smette di soffiare. Per John travolto da un insolito destino in questa grigia bruma di settembre i fasti non sono più quelli di un tempo quando pellicola dopo pellicola si tramutava in archetipo di bellezza, successo e fascino. Oggi come i malinconici da spiaggia non rimane che chiudere gli occhi, farsi baciare dal sole e ricordare di un uomo perfettamente laccato, vestito di bianco che si muoveva come un dio e ci faceva sognare.





