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Disturbi del comportamento alimentare: insulti ai ragazzi nel centro di Todi

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I disturbi alimentari in Italia riguardano più di 3 milioni di persone. L’anoressia è la terza malattia cronica più comune tra i giovani infatti presenta un rischio di mortalità 10 volte superiore per i ragazzi tra i 15 ed i 24 anni rispetto ai propri coetanei. La percentuale di decessi per anoressia nervosa in un anno si aggira attorno al 6%, mentre i decessi per bulimia nervosa sono al 2%. Dai dati pubblicati sul sito web Ordine dei farmacisti della provincia di Roma, i casi riguardano il 94% le donne e il restante 6% gli uomini. L’incidenza di casi annuali di anoressia nervosa è di 8 casi per 100mila persone, nel caso delle donne, e tra lo 0,02 e 1,4 tra gli uomini. Per quanto riguarda la bulimia sono 12 per 100mila abitanti i casi annuali per le donne e 0,8 per gli uomini.

La pandemia è stato un fattore aggravante per i disturbi del comportamento alimentare

La pandemia ha influito moltissimo nella nostra vita, ma ancor di più il lockdown dell’anno scorso che ci ha costretto a restare in casa per un paio di mesi. Questa situazione, purtroppo, ha inciso moltissimo anche sui DCA. Si sono infatti aggravati molti casi già esistenti e sono aumentate le diagnosi per disturbi del comportamento alimentare del 30%.

In Umbria, c’è un centro specializzato per i Disturbi del Comportamento Alimentare, il Centro Palazzo Francisci di Todi facente riferimento all’Asl Umbria 1. Questo centro di specializzazione è considerato punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale: gestisce infatti anche il numero verde nazionale 800180969.

Laura Dalla Ragione, è la direttrice di Palazzo Francisci e qualche mese fa, in occasione della giornata del fiocchetto lilla (la giornata dedicata ai DCA) il 15 marzo, aveva dichiarato all‘Ansa:Nell’ultimo anno le richieste di assistenza sono aumentate notevolmente e arrivano da tutta Italia. Circa il 20 per cento di coloro che si rivolgono a noi sono maschi, in particolare della fascia 12-17 anni”.

Ad influire negativamente, secondo la direttrice, è stata anche la didattica a distanza: “Lo stress, la vita sedentaria e un senso di claustrofobia legato a dover rimanere a casa hanno contributo a peggiorare la situazione. Il cibo è stato una sorta di rifugio“. Al Fatto Quotidiano, Laura Dalla Ragione, con riferimento proprio alla situazione pandemica ha affermato: “I Dca hanno origini traumatiche, e la situazione legata alla pandemia è certamente un trauma per questi ragazzini, che si sono trovati soli e senza amici in una situazione di angoscia e magari di tensioni familiari dovute al lockdown“.

Bullismo contro i ragazzi all’interno del centro Palazzo Francisci di Todi

Un tema molto forte e ricorrente legato ai DCA è sicuramente quello del bullismo. Una quindicina di giorni fa i ragazzi del centro di Todi sono stati vittime di bullismo da parte di ragazzi appostati al di fuori. Pare che i ragazzi abbiano urlato degli insulti alle ragazze che si trovano all’interno di Palazzo Fracisci. Come si legge dall‘Ansa e riportato dal Messaggero, nessuno ha voluto sporgere denuncia per quanto successo. Una situazione simile si era verificata in precedenza al centro situato a Città della Pieve che ospita ragazzi con problemi di obesità, ma mai a Todi.

Il 16 maggio, nelle dichiarazioni rilasciate all’Ansa, Dalla Ragione, aveva trattato anche il fenomeno del bullismo: “E’ un problema sociale sempre più evidente, specie tra i giovanissimi. Chi è ‘diverso’ è oggetto di insulti, di vere e proprie forme di body shaming. Circa il 60 per cento dei disturbi del comportamento alimentare sono legati a fenomeni di bullismo. E’ un problema sociale sul quale bisogna impegnarsi tutti“.

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