Cinema

Dogman di Matteo Garrone |La brutale umanità

Dogman di Matteo Garrone in prima visione assoluta questa sera alle 21:20 su Rai4. Il film che ha ricevuto il plauso della critica cinematografica a Cannes nel 2018, liberamente ispirato alle vicende de Er Canaro della Magliana.

La nostra storia comincia in un desolante quartiere di periferia romano. Lo racconterò così, il film, come si racconterebbe una dolce fiaba per bambini. Anche se i più sanno che la storia da cui trae ispirazione il penultimo film di GarroneDogman-, il brutale omicidio per mano del Canaro della Magliana, tutto è tranne una spensierata favola per bambini.

Dogman scena del film PhotoCredit: dal web
Dogman scena del film PhotoCredit: dal web

Trama di Dogman di Matteo Garrone

Dogman, liberamente ispirato ai fatti che coinvolsero il Canaro della Magliana, racconta la favolistica storia di Marcello (Marcello Fonte) tolettatore di cani di giorno, spacciatore di cocaina di notte, per necessità. Il secondo lavoro – molto più impegnativo, ma anche più remunerativo– lo porta ad instaurare una “amicizia”, se così la vogliamo definire, con Simone (Edoardo Pesce), delinquente della zona che terrorizza tutti gli abitanti del quartiere. Marcello, minuto, magrolino, se dovessimo trovare un corrispettivo canino per quest’uomo indicheremmo un cane di piccola taglia, come un chihuaha o un barboncino nano, Simone, alto, robusto, violento, simile a un mastino. Marcello è soggiogato da Simone, il quale, grazie alla sua corpulenta fisicità, esercita il suo dominio nelle strade del quartiere, ritrovandosi protagonista di numerose risse, liti e rocambolesche fughe notturne.

Dogman PhotoCredit: dal web
Dogman PhotoCredit: dal web

Un giorno Simone scopre che il negozio di tolettatura di Marcello comunica con l’oreficeria di un abitante del quartiere con un muro in cartongesso. Simone vuole svaligiarlo, e ci riuscirà, nonostante i numerosi rifiuti di Marcello.  A questo punto della storia Marcello viene indagato, perché creduto colpevole del furto. Non volendo denunciare il suo complice, Marcello sceglie di essere incarcerato, e passa un anno in galera.  

Al suo ritorno Marcello dovrà affrontare le vessazioni, fisiche, di un uomo socialmente emarginato e non voluto dalla comunità. Esasperato dalla situazione, chiede a Simone la sua ricompensa per essersi preso la colpa del reato. Simone rifiuta. Il chihuaha, di colpo, si trasforma in mastino e viceversa.

Dogman è una favola senza eroi, né anti-eroi, è una favola sulla brutalità e precarietà della vita, sulla fisicità animalesca dell’uomo, che, alle volte, si confonde con quella di un cane da combattimento.

È un film che DEVE essere visto, non solo per lo stile inconfondibile di Garrone, in alcune scene davvero geniale, ma anche per il bravissimo Marcello Fonte che interpreta il personaggio, naturalmente, senza finzioni – non a caso riceve il plauso della critica cinematografica nel 2018 vincendo il Prix d’interpétation masculine a Cannes-.

Ci sarebbero tantissime altre cose da dire, in particolare sul finale. Non voglio, però, spoilerarvi nulla, anche se… il finale è abbastanza deducibile se si conoscono gli eventi del fatto di cronaca da cui è ispirato. Per oggi mi fermo qui e vi auguro Buona visione!

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Ilaria Pisciarelli

Classe ’92. Buona predisposizione alla pigrizia, ma non quando si tratta di recensire film e serie tv. Fedele seguace del movimento satanista del binge-watching e divoratrice seriale di Carbonara. Si sente in dovere di dare a tutti il consiglio giusto: il vino MAI frizzante. Nel frattempo ha conseguito due lauree.
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