Rino Gaetano nasce a Crotone, sotto il segno dello Scorpione, il 29 ottobre 1950. Domenico Gaetano e Maria Riseta Cipale sono i genitori di Rino Gaetano che qualche anno dopo sarebbe diventato un artista unico e anticonformista. Poco si conosce della vita privata di quei primi anni in famiglia, ciò che è certo è che Domenico e Maria non chiamavano il loro figlio Rino.
Rino Gaetano viveva con i genitori a Roma. Per coronare il suo sogno d’amore e convivere con Amelia, aveva comprato casa a Mentana (nel Lazio) e presto vi si sarebbe trasferito. A Mentana il primo cimitero che ha accolto le sue spoglie, poi spostate nella definitiva sepoltura del Verano.
L’eredità musicale di Rino ancora oggi viene tenuta viva da molti colleghi musicisti e dalla sorella, Anna.
Il nome all’anagrafe è all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano ma i genitori e le persone più care usavano chiamarlo Salvatorino. L’unica a chiamarla con quel nomignolo che sarebbe poi diventato il suo ‘Nome d’arte’ era la sorella Anna. Mamma e papà di Rino Gaetano sono originari di Cutro ma, quando lui ha 10 anni, si trasferiscono a Roma. Qui verrà da loro avviato agli studi presso il seminario della Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni, in provincia di Terni, dove compone la sua prima opera, un poemetto E l’uomo volò. Entrambi sono morti anni dopo il terribile incidente che si è portato via il cantante. La signora Cipale, in particolare, è morta nel 2001.

Rino Gaetano, Salvatorino per i parenti e all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, nasce a Crotone, sotto il segno dello Scorpione, il 29 ottobre 1950. A chiamarlo Rino, in casa, è soltanto la sorella maggiore, Anna, che contribuisce involontariamente a cristallizzare il nome con cui diventerà celebre.
La famiglia è originaria di Cutro e, quando lui ha 10 anni, si trasferisce a Roma. Studia presso il seminario della Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni, in provincia di Terni, dove compone la sua prima opera, un poemetto E l’uomo volò.
È il 2 giugno 1981 e Rino Gaetano, già sopravvissuto a un terribile incidente stradale nel 1979, muore all’età di 30 anni. Viaggia da solo, sulla sua Volvo 343 grigio metallizzato, intorno alle 4 del mattino quando invade la corsia opposta e si scontra con un camion.
L’impatto, all’altezza dell’incrocio tra via Nomentana e via Carlo Fea, è devastante. L’artista sfonda il parabrezza con la testa. L’autopsia rimanda a un possibile malore prima dello schianto.
All’arrivo dei soccorsi è in coma, vittima di una grave frattura alla base cranica e molte altre ferite tra volto e torace. Dall’Umberto I di Roma si cerca un posto in un altro ospedale attrezzato per il trattamento chirurgico del suo caso. Il San Giovanni, il San Camillo, il CTO della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri non hanno posti.
Ne viene trovato uno dopo diverso tempo, al Gemelli, ma ormai la situazione non ha margini di speranza. Gaetano muore. I funerali si tengono nella chiesa dove avrebbe dovuto sposare la sua Amelia.





