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Donne e 8 marzo: il racconto al cinema

In occasione della giornata internazionale della donna di domenica, ecco il racconto delle donne attraverso la violenza

L’otto marzo è, da sempre, il giorno in cui ricorre la giornata internazionale delle donne.

Una giornata importante, soprattutto in un momento storico così delicato come quello attuale che ha visto, purtroppo, tante donne vittime di violenze o omicidi.

Dunque, questa ricorrenza vuole porre al centro quella donna che spesso viene vista come rifiuto o adiirittura colpevole di atteggiamenti orrendi di uomini che, dal canto loro, si sono macchiati di omicidi o gesti orrendi talvolta per un vestito o per cinque euro spesi per due caffè.

Infatti, il fenomeno della violenza sulle donne non si limita solo agli schiaffi o alla violenza in generale.

Spesso, avviene anche in forma verbale, con umiliazioni e divieti, o addirittura con il controllo del portafoglio.

Infatti, nella società italiana, che tuttora vive di stereotipi nei confronti delle donne, persino due caffè potrebbero rappresentare un problema.

Stando ai dati dell’ISTAT, emerge che quasi il 32% delle donne abbia subito almeno una forma di aggressione fisica o verbale.

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Inoltre, il 13,6% lo ha subito da un ex partner e addirittura il 5,2% dal partner attuale.

Tra queste forme di violenza, purtroppo, spesso si va incontro alla morte.

Infatti, dal 2012 si contano 1183 delitti di donne, dei quali i due terzi compiuti da partner o ex partner.

Numeri agghiaccianti e che devono invitare a riflettere su questo fenomeno che appare tutt’altro che concluso.

Ma come si rapporta il cinema con questo fenomeno? Il film che forse racconta meglio di tutti la vicenda è “Il colore viola” del 1985.

Donne e 8 marzo: il racconto al cinema
Whoopi Goldberg in una scena del film “Il colore viola” (1985) di S.Spielberg

Diretto da Spielberg ed incentrato su violenze di ogni tipo nel sud degli Stati Uniti del primo Novecento, il film pone l’accento su un fenomeno tanto antico quanto mai attuale.

Candidato a 10 premi Oscar e accolto in maniera eccelsa, non ha riscontrato lo stesso parere nei giurati degli Academy.

Infatti, la giuria degli Oscar optò per il discutibile “Platoon” di Oliver Stone, lasciando a bocca asciutta il capolavoro di Spielberg.

Il regista, comunque, si saprà riscattare sette anni dopo, nel 1993, con il suo miglior film della carriera: “Schindler’s list”, grazie al quale vincerà ben 7 premi Oscar.

Ed è proprio di riscatto che si deve parlare domenica.

Un riscatto di quelle donne che troppo spesso, per amore della famiglia, hanno subito angherie di ogni tipo degli uomini.

Dal canto loro, in questi ultimi deve emergere una reciproca voglia di riscatto che li faccia uscire da questo pregiudizio che loro stessi hanno creato.

E, per farlo, devono ricordarsi di amare la propria donna e di non calpestarla nella sua voglia di libertà.

Soprattutto, di non ricordare questa cosa solo l’ 8 marzo o il 25 novembre.

Perchè due giorni non possono bastare, ma una vita gironaliera, anche se costellata di litigi, può essere vissuta.

Anche e,soprattutto, senza violenza.

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