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Maggio 10, 2021, lunedì

“DON’T JUDGE”: La sessualità femminile secondo Anna Natalia Reali

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L’arte è un veicolo potente per diffondere un messaggio. L’arte è un medium, una forma di comunicazione che ingloba diversi argomenti psicologici e sociali. Oltre ad aver grandi meriti dal punto di vista terapeutico e della formazione di un essere umano. Anna Natalia Reali è un’artista. Non solo una pittrice. Classe 1997, con la serie pittorica “DON’T JUDGE” mette in fila dei lavori meticolosi che senza retorica chiameremo “coraggiosi“. Lungi però da considerarli meramente explicit. C’è molto di più di una serie di corpi dati in pasto alla vista e ai sensi di un pubblico spesso ignorante. Anna Natalia Reali è un’artista proprio perchè con la sua arte ci sta dando il messaggio, magari non il primo, di ridare dignità alla sessualità femminile, attualizzandolo ai nostri giorni. Allontanandolo dai pregiudizi e dall’occhio “sporco” del facile stereotipo.

DON’T JUDGE” è il motivo di questa intervista all’artista di Frosinone. Un modo per conoscere la sua identità artistica che lei stessa considera ancora da ricercare. Altra caratteristica per cui è artista nel senso profondo del suo significato, ovvero di una persona che sta cercando la sua verità. Metropolitan Magazine, oltre ad essere una redazione a stampo generalista, deve impegnarsi nel ricercare le storie, la scintilla del diverso per mettere in risalto quello che merita una luce dopo tanto buio. Per questo i lavori di Anna Natalia Reali hanno destato l’interesse nel proporre ai nostri lettori questa storia.

L’intervista all’autrice di “DON’T JUDGE” Anna Natalia Reali

MM: Sembrerebbe una domanda banale, forse lo è. Perchè disegni?

ANR: “Perchè gli anni dell’asilo, delle elementari e fino al liceo non sono stati facili per me. Avevo bisogno di trovare un piccolo angolo in cui potessi esprimermi senza essere giudicata. Perchè spesso quando si disegna si è soli, solo tu in rapporto ad un foglio il più delle volte. Disegnare vuol dire anche imprimere la tua visione del mondo con la tua sensibilità con il tuo segno, perchè l’arte è comunicazione.”

MM: Mi hai raccontato che disegnavi fin da piccola…

ANR: “A dire il vero da piccola non ero neanche brava a disegnare. Mia madre per la prima parte delle elementari disegnava per me e facevo passare i suoi disegni per miei. Poi mi sono resa conto che non potevo continuare con quella bugia e mi sono messa sotto per disegnare al meglio che potevo. Alla fine ho imparato a disegnare di mia mano e ho iniziato a essere riconosciuta nella mia classe per questo. Così ho trovato la strada che mi aiutasse ad esprimermi: con quella piccola bugia di cui mia madre era complice, ho trovato la mia vocazione. Qualcosa per cui valeva la pena studiare, impiegare del tempo impegnarmi, perchè era qualcosa di mio.”

MM: Come sono stati gli anni dedicati allo studio? Cosa hanno dato alla tua persona e al tuo essere un’artista?

ANR: “Mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti di Frosinone in pittura. Ora, un’accademia non ti rende un artista. Ma una cosa è certa: bisogna studiare. Perchè si può essere grandi artisti anche da autodidatta, ma non si può avere la presunzione di fare arte senza conoscerla. Grazie a questo percorso di studi che sto continuando, perchè ora sono iscritta al biennio di pittura presso l’accademia di belle arti di Roma, mi rendo conto di quanto ancora devo imparare.”

“Mi davano della pazza, ma questo è quello che volevo fare. Ho avuto tenacia.”

Anna Natalia Reali, LOOK AT ME, 11x15 cm, olio su carta, 2020
Anna Natalia Reali, LOOK AT ME, 11×15 cm, olio su carta, 2020

MM: Voler intraprendere una strada artistica, in Italia soprattutto, non è impresa facile. Immagino hai dovuto sopportare e fare sacrifici…

ANR: “Ogni mattina mi svegliavo alle 6, facevo chilometri a piedi in salita con tutto il peso dei materiali che dovevo portarmi. Tutto questo in qualsiasi condizione climatica. Lo facevo perchè non avevo altro modo, era quello che volevo fare. Ho perso quasi dieci chili, perchè non avevo tempo per mangiare e spesso quando tornavo a casa erano le dieci e crollavo subito a letto senza cena. Lavoravo per mantenermi gli studi perchè i soldi della borsa di studio non bastavano. Ho continuato di fronte a tutte le persone che mi davano della pazza, mi dicevano di studiare qualcosa che mi permettesse di avere un lavoro redditizio e di non sprecare tempo con questi studi ”perchè si sa che gli artisti sono morti di fame”. Non ho mai capito queste persone, perchè questo non è uno studio che ho iniziato per guadagnare soldi ma lo faccio per me, per la mia passione per l’arte. Voglio fare questo anche a costo di non mangiare più perchè preferisco non mangiare e dipingere anzichè avere un lavoro che mi corrode l’anima ma che mi permette di mangiare.

MM: Parlaci di “DON’T JUDGE”.

ANR: “Voglio portare lo spettatore a riflettere sul tema del sesso legato alla donna. Sono immagini veramente esplicite che raccontano la donna nella sua intimità. Ho cercato delle immagini amatoriali da usare come riferimento tratte da siti pornografici che mi hanno colpito per la loro composizione. Per la loro bellezza, le ho trovate belle quasi come dei quadri rinascimentali eppure sono lì per altri scopi, spesso si guardano con vergogna di nascosto perchè è visto esattamente come qualcosa di sporco…

“In “DON’T JUDGE” dipingo una donna che va ammirata, studiata. Non sono delle puttane.”

Anna Natalia Reali, DON’T JUDGE, 11×15 cm, olio su carta, 2020

MM: Cosa hai visto nei tuoi lavori e quali feedback hai ricevuto dopo averli condivisi?

ANR: “Ho visto l’eleganza, ho visto la composizione che non era curata intenzionalmente ma nata per caso, da un fotografo che probabilmente non stava badando alla composizione ma a ben altro mentre scattava poichè sono nate per un altro scopo. Con questo atto di prelevare queste foto e trasformarle in pittura, voglio elevarle per farsì che non siano viste con ”occhio sporco”, ma ammirate, studiate e portare anche alla normalità la sessualità della donna. Perchè sono tutte donne che svolgono azioni naturali ritenute peccaminose e sporche. Spesso sono ritenute puttane per il semplice fatto che si stanno dando piacere nel modo più naturale. Perchè ho visto quanta ignoranza c’è ancora e so bene che con questa serie si può arrivare a fraintendimenti molto facilmente. Dato che pubblicando delle opere di questo genere, non tutti gli spettatori riflettono sul messaggio dell’immagine ma arrivano direttamente alla conclusione che io sia la fruitrice delle loro avances molto esplicite perchè fraintendono il messaggio.

MM: Pensi che ci sia ancora tanta strada per raccontare questa intimità in questo modo?

ANR: “C’è ancora molta ignoranza sul capire che se una donna parla di sesso ed è aperta rispetto questo argomento questo non vuol dire che voglia ricerverlo per forza direttamente con chi ne parla. Ma purtroppo questa è una strada ancora molto lunga ma che spero che con questa azione, nel mio piccolo, posso aiutare a sensibilizzare gli spettatori.”

Intervista a cura di Gianrenzo Orbassano

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Gianrenzo Orbassanohttp://www.metropolitanmagazine.it
Studente in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno, scrittore e aspirante giornalista. Appassionato di musica, poesia e cultura pop. Ama viaggiare e scoprire nuove visioni del mondo, per questo fa e disfa valigie di creatività.
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