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Dossier Autostrade, verso la chiusura: il Governo prepara le carte

Verso la chiusura definitiva il dossier Autostrade per l’Italia. Andare avanti la priorità del Governo, al lavoro per superare l’impasse dopo lo stop della Corte dei Conti dello scorso dicembre. Prepara ora le carte l’Esecutivo, in attesa della delibera con cui poi procedere alla resa formale dell’avvenuta approvazione dell’atto aggiuntivo e del piano economico-finanziario di Autostrade. Fondamentale decisione per l’operazione, necessaria per poter completare la documentazione e il definitivo lascia passare dalla Corte dei Conti. Più trasparenza voluta ora dall’organo competente. Una prima richiesta per la chiusura del dossier era già stata respinta, in mancanza di alcuni elementi utili alla valutazione completa. Che sia questo un nuovo spiraglio per chiudere finalmente un’operazione senza fine?

Una via d’uscita per il dossier Autostrade? Il governo pronto a fornire tutta la documentazione mancante. Attesa la risposta della Corte dei Conti

Situazione contorta quella del dossier Autostrade, ora verso la chiusura dopo un lungo percorso di istanze dovute alla questione del Ponte Morandi. Una via d’uscita sembra però finalmente esserci per l’impasse. Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile è infatti ora in attesa della delibera del comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Una delibera di chiara importanza per l’operazione, necessaria aggiunta agli elementi utili ai fini di una piena valutazione della Corte dei Conti. Verso la chiusura si va quindi adesso, completando così la documentazione, in aggiunta alla bozza del decreto e all’atto transattivo, già pervenuti. Carte già di per sé decisive, ma, come fatto notare anche da Il Sole 24 Ore, avrebbero avuto un reale impatto solo se annesse a un’altra fondamentale parte della documentazione. Altri elementi chiave infatti il Pef, atto aggiuntivo, e Spa, accordo di compravendita dell’88% di Aspi e la concordata guidata da Cdp.

Una risposta definitiva quella ora attesa dalla Corte dei Conti, che prima di mettere il proprio sigillo sulla trattativa vorrebbe averne prima un prospetto che sia il più possibile completo. Motivo ulteriore di spinta per il governo, pronto ad accelerare i tempi perché siano forniti tutti i documenti mancanti. Una volta ricevuti, l’organo aprirà una nuova procedura, con 60 giorni per potersi esprimere. Visto approvato o rifiutato? Un’operazione che potrebbe non interrompersi anche qualora si verificasse il secondo caso. Il Governo potrebbe infatti decidere di portare il dossier in Consiglio dei ministri, chiedendo la registrazione con riserva. Ardua scelta di cui dovrebbe eventualmente rispondere in Parlamento.

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Liliana Longoni

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