Durante il primo giorno dell’attacco congiunto statunitense-israeliano, sul territorio della Repubblica islamica, il 28 febbraio, è stata bombardata la scuola elementare femminile Shajarah Tayyebeh di Minab, uccidendo 175 persone. Da allora, sia Tel Aviv che Washington hanno assunto la stessa posizione: «Al momento» non siamo consapevoli di operazioni israeliane in quell’area al momento della strage, ha detto il portavoce delle Idf. «Non che ci risulti», ha risposto invece la portavoce della Casa bianca Karoline Leavitt ai giornalisti che le chiedevano se gli Usa fossero responsabili della distruzione della scuola. «Il dipartimento della Guerra sta indagando sulla vicenda», ha aggiunto a proposito del Pentagono, così ribattezzato dall’amministrazione Trump.
L’attacco alla scuola di Minab, la responsabilità sarebbe proprio degli americani
Ma in base all’analisi del New York Times la responsabilità sarebbe proprio degli americani: l’indagine è stata condotta attraverso le immagini satellitari, i video filmati dagli astanti e le stesse dichiarazioni dei funzionari di Washington, come quelle di Dan Caine e di Hegseth.
Una serie di elementi raccolti dal New York Times dimostrano, quindi, che l’edificio è stato colpito dagli Usa probabilmente nell’ambito di un raid contro una base delle Guardia delle rivoluzione vicino al complesso scolastico. La scuola elementare si trova, infatti, nella piccola città meridionale di Minab, a oltre 960 chilometri da Teheran, ma vicino alla cruciale via d’acqua dello stretto di Hormuz, dove i pasdaran hanno una base navale. Un’analisi delle foto satellitari e di video di passanti ad un’ora dall’attacco del 28 febbraio confermerebbe che la scuola è stata colpita nello stesso momento in cui è stata colpita la base dei pasdaran. In uno dei filmati, ad esempio, si vedono diverse colonne di fumo che si levano dall’area della base e della scuola allo stesso tempo.
Il New York Times ha anche analizzato altre immagini satellitari fornite dal Planet Labs. Queste dimostrano che diversi attacchi di precisione hanno colpito almeno sei edifici dei pasdaran, oltre alla scuola. Quattro all’interno della base navale sono stati completamente distrutti e su altri due si vedono i punti di impatto al centro dei tetti, coerenti con i raid. Da Ginevra l’alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha chiesto risposte su “questo incidente assolutamente tragico” e ha affermato di sperare che le indagini siano “tempestive e vengano svolte in piena trasparenza”. “Ci aspettiamo anche – ha imcalzato – che vengano accertate le responsabilità, perché ovviamente sono stati commessi degli errori”.





