Arriva una notizia abbastanza prevedibile ma senz’altro poco gradita per gli utenti che desideravano acquistare la Switch 2 marcata Nintendo. Da settembre, infatti, l’azienda giapponese ha annunciato un aumento generalizzato non solo della console, ma anche del Nintendo Switch Online. Non c’è da stupirsi, poiché la decisione si allinea a quelle prese da altre compagnie che operano nello stesso settore.

Cosa sappiamo dell’aumento per Nintendo Switch 2?

Un punto da sottolineare è che la console, attualmente a 469,99 euro, non subirà gli stessi aumenti che invece hanno coinvolto la PlayStation 5 o l’Xbox. Il costo annunciato in Europa, invece, sarà di 499,99 euro. In discorso leggermente differente riguarderà gli Stati Uniti, in cui la Switch 2 passerà dagli attuali 449,99 euro a 499,99 euro. Similmente, in Canada la variazione sarà da 629,99 a 679,99. In Giappone, invece, non sarà solo la Switch 2 a passare da 49.980 yen a 59.980 yen; anche la Switch 1 e i suoi vari modelli subiranno degli aumenti.

Come accennato poco prima, la scelta annunciata da Nintendo non è inusuale o isolata. È evidente che l’azienda abbia scelto di seguire l’andamento generale del mercato, stabilendo quindi una variazione, seppur limitata rispetto alle altre console. Nintendo, così come viene riportato in una comunicazione ufficiale, «alla luce di cambiamenti nelle condizioni del mercato, e dopo aver considerato l’andamento generale del business».

Anche Nintendo Switch Online aumenterà di prezzo

Tra le notizie emerse recentemente, l’aumento dei prezzi di Nintendo Switch Online è, probabilmente, quello che ha lasciato più malcontento. Anche se non è ancora stata annunciata la variazione generalizzata, in Giappone sappiamo già l’entità dei cambiamenti. Pare che la fascia mensile sia quella più colpita, con un aumento superiore al 30%. Il pacchetto famiglia dalla durata di 12 mesi, invece, è la fascia meno colpita con un aumento dell’11,2%. Gli utenti che lamentano già il servizio online gratuito, non hanno preso di buon grado la notizia. È importante verificare se la portata degli aumenti sarà lineare anche per l’Occidente.

Stefania Cirillo