Il governo di El Salvador, piccola repubblica dell’America centrale, si è offerto di ricevere nel paese persone migranti e detenuti espulsi dagli Stati Uniti. Lo hanno fatto sapere il presidente salvadoregno, il populista e conservatore Nayib Bukele, e il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, che in questi giorni è in visita a El Salvador.
I funzionari hanno suggerito che questa potrebbe essere un’opzione per i membri di gang venezuelane condannati per crimini negli Stati Uniti, qualora Caracas si rifiutasse di accettarli. Quando gli è stato chiesto della possibilità di un accordo del genere, il presidente salvadoregno Nayib Bukele ha dichiarato l’accordo che i due paesi stanno finalizzando “non ha precedenti nella storia delle relazioni, non solo degli Stati Uniti con El Salvador, ma, credo, in America Latina. Si sta finalizzando un accordo molto più importante su questo tema e con un raggio d’azione molto maggiore rispetto agli accordi stipulati sei anni fa, nel 2019, credo che lo annuncerà il segretario di Stato”, ha detto Bukele
Marco Rubio ha dichiarato che il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha fatto un’offerta straordinaria per accogliere i prigionieri con cittadinanza statunitense inviati dagli Stati Uniti: “Si è offerto di ospitare nelle sue prigioni pericolosi criminali americani detenuti nel nostro paese, compresi quelli con cittadinanza statunitense e residenza legale”, ha detto ai giornalisti.
In base a questo accordo in cambio gli Stati Uniti pagherebbero una commissione al governo di El Salvador per ogni persona espulsa. Bukele ha detto che le persone espulse dagli Stati Uniti verrebbero rinchiuse nell’enorme Centro de Confinamiento del Terrorismo (CECOT), una prigione fatta costruire da Bukele per ospitare detenuti arrestati per le loro attività nelle bande criminali che è in grado di contenere più di 40mila persone in condizioni di grave sovraffollamento.





