Eleonora Daniele, conduttrice di “Storie Italiane” era legatissima al fratello Lucio, scomparso il 17 febbraio 2015. La 45enne padovana sarà oggi tra gli ospiti di “Domenica In”, dove presenterà il libro edito per Mondadori “Quando TI Guardo Negli Occhi – La Storia di Lucio, Mio Fratello” in uscita martedì 9 novembre.

In occasione della partecipazione al contenitore domenicale di Raiuno, la showgirl ha presentato così su Instagram il volume:

Luigi era un ragazzo autistico che ha regalato a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo grandi emozioni e profondità di pensiero. Ogni pagina scritta è stata un viaggio nei ricordi , la sensazione costante di avere perso un pezzo di me. Il desiderio di essere vicina a tanti familiari che soffrono in silenzio chiusi nel proprio isolamento e senza aiuti dal mondo esterno , mi ha fatto trovare la forza di pubblicare queste pagine che raccontano come un autistico possa essere un faro nella tempesta, una luce che illumina il buio. 

Eleonora Daniele, il rapporto con il fratello Lucio: “Ero io la sua cocca”

La minore di quattro figli (davanti a lei le sorelle Elena, Cosetta e Lucio per l’appunto), Eleonora Daniele ha sempre avuto un rapporto speciale con il fratello maggiore Lucio, venuto a mancare nel 2015 a soli 44 anni. L’uomo soffriva d’autismo ed era ricoverato in una struttura nel padovano. Raggiunta dal “Corriere Della Sera”, la conduttrice aveva ripercorso la storia del fratello raccontata nelle pagine del volume di prossima uscita:

“I miei lavoravano e io, da piccola, ero quella che stava di più con lui. Ero io la sua cocca e non lui il mio. Per cui, mi ha insegnato tante cose, nei suoi silenzi. Mi ha insegnato a stare in ascolto. Dell’autismo – aggiunge – se ne sa poco anche oggi, si figuri allora, nel 1970. Le famiglie erano abbandonate, isolate. Da poco la legge Basaglia aveva chiuso i manicomi ma anche tante strutture intermedie. Trovare un centro diurno dove un bimbo come lui potesse essere seguito non come se fosse matto era un’impresa. C’era tanta ignoranza. Anche da parte dei medici….

“La fase più difficile è cominciata con l’adolescenza. Diventava aggressivo, contro se stesso o contro gli altri. Sono cresciuta con lui che, se nel suo animo accadeva qualcosa, mi poteva pure picchiare, tirare i capelli, poteva farlo con me, con chi c’era”

….Fummo obbligati a metterlo in istituto, papà era invecchiato e non riusciva più a tenerlo durante le crisi. Io avevo 14 anni e, a lungo, ho pensato solo a diventare indipendente per andare a riprendermelo. Poi l’istituto è diventato casa sua. Io piangevo quando ce lo riportavo la domenica sera, ma lui sorrideva. Ho dovuto accettare che tenerlo con me era egoistico”

Fonte: Corriere Della Sera

Sull’improvvisa morte nel 2015 del fratello:

Una risposta vera non l’avrò mai, la sensazione è che anche i più fragili, a volte, si stancano di combattere come ci stanchiamo noi. Chi ha un disabile in famiglia vive una lotta contro la burocrazia. Mancano le strutture e, negli ospedali, manca il personale sanitario formato per curare persone con bisogni speciali. Manca tutto. 

Fonte: Corriere Della Sera

Alla luce di questo evento che ha segnato la vita della conduttrice, ha lavorato al fianco della Fondazione Italiana per l’Autismo, diventandone testimonial e prestando il proprio volto per le sue campagne di sensibilizzazione. Ma ha fatto anche di più e nel 2009 aveva fondato con le sorelle l’Associazione Life Inside Onlus dedicata proprio al supporto delle famiglie di soggetti autistici.

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