Dal creatore di Pandemic un gioco dove alea e piazzamento camminano a braccetto in un crescendo “edilizio” in questo titolo molto stile LEGO®

Cranio localizza in Italia ERA (il Medioevo), che si basa sulle meccaniche del lancio dei dadi (potremmo definirlo “Roll & Build”, che si discosta di poco dal “più classico” Roll and Write) e piazzamento edifici; un po’ di strategia mista ad una buona dose di fortuna, ma analizziamolo meglio…

Una città a circa metà partita – Photo credit: PC (MMI)

Questo titolo è il primo della trilogia ERA, stando a quanto riportato sul sito web dell’ideatore (http://www.leacock.com/), una nuova linea dedicata alle varie età storiche del mondo.

ERA (Il Medioevo) – Setup e obiettivi

Il gioco, per 1-4 giocatori (è presente dunque una modalità in solitario), ha una durata stimata dalla casa editrice di 45 minuti -al contrario, per le varie partite da noi disputate, ci è sembrata di circa il doppio, tempo variabile in base al numero di giocatori al tavolo-; la scatola è abbastanza voluminosa, per le motivazioni che vedremo tra pochissimo.

I materiali di gioco sono veramente molti, esaminiamoli nel dettaglio:
a) 136 strutture in miniature
b) 4 plance giocatore
c) 25 segnalini
d) 36 dadi (di colori differenti)
e) 5 gettoni tracciato
f) 4 sipari ed 1 blocco segnapunti

Il gioco ha una configurazione iniziale molto rapida che prevede determinate componentistiche che cambiano in base al numero dei partecipanti (mura, campi di grano, fattorie, ecc..).

Una città, quasi fortificata, durante una partita – Photo credit: PC (MMI)

Ogni giocatore dovrà piazzare queste strutture sulla propria plancia di gioco andando così a formare il primo nucleo cittadino, che dovrà poi far evolvere fino a farla diventare una vera e propria città, seguendo determinate regole che aumenteranno il punteggio di ogni giocatore alla fine della partita (come racchiudere le strutture all’interno delle mura, costruire determinati palazzi, ecc..).

ERA (Il Medioevo) – Regole

Il gioco prevede che, ad ogni turno, i vari giocatori lancino tutti i dadi presenti nelle rispettive dotazioni (inizialmente sono standard per tutti), i quali determineranno le risorse ed il numero di strutture edificabili per il round corrente. Nel caso in cui il primo lancio di dadi non sia utile allo loro causa, essi potranno rilanciare i dadi che desiderano –tranne quelli che presentano sulla faccia corrente il simbolo del teschio– al più per due ulteriori volte. Al termine dei tentativi disponibili, i dadi (scelti, o meno -nel caso dei teschi-) andranno a formare il proprio set per quel turno.

Sulle plance ad incastro, di una discutibile tonalità di giallo (a nostro avviso poco attraente), si andranno letteralmente ad installare le varie strutture, le risorse ed i bonus/malus di ogni giocatore (come visibile nelle foto).

Dettagli delle città a fine partita, di tre diversi giocatori – Photo credit: PC (MMI)

Ogni giocatore adotterà ovviamente la strategia che ritiene migliore per concludere la partita in testa alla classifica. Essendo presenti molte possibilità e combinazioni per aumentare il punteggio, si potrà optare per una strada piuttosto che per un’altra, come dimostra anche la foto qui sopra (si può notare, ad esempio: la plancia del giocatore al centro -come ha curato tutti gli incastrati minuziosamente-, ma anche quanti dadi ha accumulato il proprietario di quella sulla destra, tanto per dirne due…).

ERA (Il Medioevo) – Considerazioni finali

Dopo oltre 9 anni dal suo primo Roll & Write, il padre di Pandemic ci consegna questo titolo ambientato nel medioevo; a parte il tempo medio di gioco abbastanza sottostimato, un po’ troppa alea -ma è normale per un Roll &..- ed il giallo che non sempre piace, il gioco può sicuramente regalare una gran longevità che potrebbe soddisfare i più. Le regole non troppo complesse e l’aspetto “preso in prestito” dal mondo LEGO® potrebbero invogliare perfino i più piccoli (nonostante il “rating” ufficiale sia 10+, noi riteniamo sia adatto anche ad un pubblico di 7/8+), anche perché nel complesso, ritenendolo un piccolo neo –a nostro modo di vedere-, questo titolo ci lascia più l’idea di un giocattolo che non di un gioco da tavolo…

Fateci sapere cosa ne pensate se l’avete già provato e commentate liberamente!

Special thanks to Massimiliano Calderano (per averci fatto provare il gioco -in versione EGGERT SPIELE-, arrivato direttamente da Essen)

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