Nella notte fra lunedì e martedì, almeno dieci persone hanno perso la vita in una serie di attacchi russi con missili e droni che hanno colpito diverse città dell’Ucraina, tra le quali anche Kiev, Dnipro e Kharkiv. Le autorità locali hanno definito il raid come uno dei più violenti delle ultime settimane. Nella capitale sono morte almeno quattro persone, mentre altre ventinove sono rimaste ferite. Un missile ha parzialmente distrutto un palazzo residenziale di ventiquattro piani, e si teme che ci siano dei civili sotto le macerie. Altri edifici hanno preso fuoco, e in diverse zone della città è mancata l’elettricità.
Zelensky aveva predetto l’imminente attacco russo in Ucraina
A Dnipro, nella parte orientale del Paese, almeno cinque persone sono state uccise, e sedici sono rimaste ferite, come riportato dal governatore regionale Oleksandr Hanzha. Lui stesso ha pubblicato delle foto di edifici residenziali danneggiati, veicoli bruciati e un parco giochi distrutto. Nella regione di Kharkiv, nel nord-est dello Stato, dieci persone -tra le quali anche un bambino- hanno riportato ferite in attacchi con droni e missili. Le forze militari russe hanno colpito anche un sito industriale a Zaporizhzhia.
Lunedì sera, in un videomessaggio il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito della possibilità di un imminente attacco russo: «Gli avvertimenti dell’intelligence sugli attacchi russi restano validi. È possibile un attacco massiccio, ne hanno preparato uno». La settimana scorsa, la Russia aveva annunciato che avrebbe colpito in modo «sistematico» obiettivi militari e «centri decisionali» a Kiev, invitando le persone straniere ad allontanarsi dalla città. In realtà, come sempre, gli obiettivi del Cremlino sono stati perlopiù civili.
Per Mosca, le nuove aggressioni sono una risposta all’operazione militare ucraina contro un dormitorio nella regione di Luhansk, controllata dai russi, costata la vita a ventuno persone. Lo stato maggiore delle forze armate di Kiev ha confermato un attacco nei pressi di Starobilsk, nella notte fra il 21 e il 22 maggio, sostenendo di aver colpito un’unità militare russa.
Federica Checchia





