In un giorno in cui l’astio verso il prossimo e le sue tristi conseguenze balzano nuovamente alla memoria per via della scomparsa di Elena Curti, in quanto figlia illegittima del Duce Benito Mussolini, ci viene fornita l’ennesima dimostrazione di come dagli sbagli del passato, il più delle volte, non si riesca ad imparare molto. O per meglio dire, che la Storia spesso e volentieri non riesca ad insegnare proprio un bel niente. Il politico francese di estrema destra Eric Zemmour, infatti, è stato condannato al pagamento di una pesante multa per incitamento all’odio razziale. In particolare, le accuse contro di lui sarebbero di offese razziste nei confronti degli extracomunitari in Francia, come riporta Ansa.
Eric Zemmour e la decisione del Tribunale
Non è la prima volta che Eric Zemmour si ritrova coinvolto in una vicenda del genere. Anzi, si tratta della sua terza condanna e per giunta con il medesimo capo d’accusa. Senza contare gli svariati processi nel corso dei quali è stato giudicato non colpevole. O ancora, della sentenza che lo attende nel maggio del 2023 per diffamazione in relazione ad alcune sue affermazioni contro i movimenti femministi e Lgbt. Insomma, un curriculum che non fa propriamente onore ad un parlamentare che si è candidato alle prossime presidenziali francesi, per le quali si attende il voto il 10 aprile di quest’anno.
Da sempre affiliato alla fazione di destra e universalmente riconosciuto per il suo essere “polemista”, lo scorso settembre Zemmour aveva scosso l’opinione pubblica per le sue dichiarazioni in merito alla questione immigrati. “Non hanno motivi di stare qui – aveva affermato durante un’intervista televisiva – sono ladri, assassini, violentatori, ecco cosa sono, bisogna respingerli, non devono nemmeno venire“. E oggi, a distanza di pochi mesi, arriva il verdetto a termine di un processo aperto il 17 novembre 2021. Stando alla decisione della Corte, il deputato dovrà pagare un’elevata ammenda del valore di 10mila euro. Ma non è tutto. Insieme a lui, anche il conduttore che lo ha ospitato all’interno della sua trasmissione dovrà sborsare la modica cifra di 3mila euro.
Sulla questione si è espresso il Pubblico Ministro, che ha dichiarato:
“Sono parole oltraggiose, sprezzanti che mostrano rifiuto violento e odio contro la popolazione immigrata, tali da superare i limiti della libertà d’espressione”.
Il ricorso in appello
Dal canto, Zemmour ha rispedito le accuse al mittente, annunciando di voler far ricorso in appello. A tal proposito, l’uomo ha definito la sentenza “ideologica e stupida“, aggiungendo con un post su Twitter che:
“Questo sistema fabbrica il delitto di opinione in maniera industriale. È urgente cacciare l’ideologia dai tribunale“.
Scritto da Diego Lanuto.
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