Sono trascorsi quasi due anni dall’esordio di Moonvale, il thriller investigativo per mobile firmato Everbyte. Adesso, dopo un’attesa che ai fan più accaniti sarà apparsa infinita, è stato annunciato per l’11 aprile il rilascio del terzo episodio. Lo stesso entusiasmo che ha accompagnato Duskwood, il gioco di maggior successo dello studio di sviluppo, sembra guidare anche il suo successore. Nonostante le tempistiche dilatate tra un aggiornamento e l’altro l’interesse dei giocatori non accenna a sbiadire. Ma qual è il segreto di questo studio di sviluppo? Com’è possibile che un titolo nato e confinato nel formato mobile riesca a generare un coinvolgimento così profondo e duraturo?
La bravura di Everbyte è davvero un segreto?
Anche se parte del successo di Everbyte è da ricondurre alla loro bravura nel gestire i segreti all’interno delle storie, le ragioni della loro notorietà sono tutt’altro che celate. Il primo elemento, quasi banale nella sua efficacia, è proprio l’interfaccia. Everbyte non si è limitato a creare un software che simula un telefono, ha trasformato il dispositivo del giocatore in un fattore fondamentale nella narrazione. E lo ha fatto magistralmente. Ogni elemento, dalle notifiche alla digitazione dei messaggi, è studiato per rendere labile il confine tra realtà e finzione. In Duskwood, così come in Moonvale, il giocatore non si limita a osservare: partecipa attivamente alla storia in un contesto digitale quotidiano, dando l’impressione che il pericolo e il mistero siano quasi tangibili. Eppure, l’estetica è solo uno dei fattori che contribuisce al realismo per cui Everbyte è noto.
La vera forza del gameplay risiede proprio nella libertà d’azione. Il giocatore, oltre a essere la chiave di lettura per la risoluzione del mistero, è parte attiva. Ed entra a gamba tesa in una dinamica ignota attraverso chat di gruppo o chiamate private. In questo senso, lo studio ha trasformato una meccanica diffusa in un elemento che riesce effettivamente a sorprendere. La possibile evoluzione dei rapporti con i personaggi, inoltre, è dosata coerentemente. Questa coerenza relazionale è ulteriormente supportata da una caratterizzazione dei protagonisti notevole. Non si tratta, infatti, di illustrazioni o avatar digitali: Everbyte utilizza attori reali, profili social dettagliati, videochiamate e messaggi vocali. Per inciso, si parla di account social reali e attualmente visitabili su Instagram. Un dettaglio che diluisce ulteriormente i confini della finzione.
Tra il visibile e l’invisibile
Tuttavia, all’interno di un cast visibile, il cuore emotivo della narrazione è rappresentato dall’unico personaggio invisibile: Jake. L’hacker misterioso, dapprima percepito come una minaccia celata, si trasforma nell’eroe che si muove nell’ombra. È l’unico che non ha un volto, una voce riconoscibile o un profilo social. Le interazioni, a differenza delle altre, sono scostanti e completamente casuali. Ciononostante, è proprio l’assenza del visibile a permettere una proiezione soggettiva del personaggio. Il legame, a discrezione del giocatore, può assumere sfumature romantiche e obiettivamente sentite. Si insinua a ogni episodio il desiderio di approfondire la sua storia, proprio perché è colui di cui sappiamo meno. Senza entrare nel merito, Jake non diventa solo un alleato, ma la prova di come Everbyte, attraverso la caratterizzazione, sia riuscito a creare un’intimità reale attraverso uno schermo nero e una voce distorta.
E se l’estetica e la scrittura hanno dato vita al legame, l’uscita a episodi contribuisce alla longevità del gioco. Lo studio di sviluppo non ha seguito il flusso degli ultimi anni che chiede “tutto e subito”. Ha, invece, trasformato il rilascio in un vero e proprio evento che scuote la community. Neanche gli anni d’attesa sono riusciti a spegnere l’interesse, mostrando inoltre il desiderio di ascoltare i propri fan. Una peculiarità tutt’altro che scontata ed emersa soprattutto dall’uscita di Moonvale. Molti utenti, infatti, hanno posto critiche e suggerito migliorie gradualmente ascoltate e messe in atto. In conclusione, non tutti i punti trattati sono una novità nel mondo videoludico, ma Everbyte senza dubbio è riuscito a inserirli e svilupparli con notevole bravura. Forse l’unico segreto del loro successo risiede nella capacità di far sentire al giocatore che, messaggio dopo messaggio, il mistero gli appartiene.
Stefania Cirillo





