L’ondata di caldo all’inizio dell’estate dell’Europa la scorsa settimana – ora considerata la più grave e diffusa nella storia moderna – è stata una delle principali cause di preoccupazione, con gran parte del continente che è affossato a temperature da record. Comprensibilmente, visti i pericoli, pochi sono disposti a celebrare qualsiasi evento data la situazione. Molti settori sono a rischio, specie se operanti all’aperto. C’è stato però un grande e silenzioso benefattore per questa condizione allarmante: il cinema.
Le manovre francesi
Molti paesi, in primis, la Francia, hanno saputo sfruttare il momento per agevolare il cittadino e per divulgare ancor più la cultura cinematografica. Cinema gratis, con aria condizionata, nelle ore più calde. Questa manovra ci fa riflettere su come il cinema può essere, anche nelle situazioni più disagevoli un rifugio. I Paesi salvaguardano i cittadini dando loro ciò di cui hanno bisogno, oggi più che mai, per la propria salute.

Dei cinema indipendenti del decimo arrondissement di Parigi, tra cui anche sale di una certa fama come L’Archipel, Le Brady e Le Louxor, hanno lanciato Ciné-clim, una rassegna di proiezioni pomeridiane gratuite in sale climatizzate, che si terranno tutte nella fascia oraria in cui l’ondata di calore tocca il picco, cioè tra le 13 e le 16. L’accesso darà la priorità a under 25, over 65, donne incinte e persone disabili. Per accedere basta presentarsi all’ingresso muniti di documento d’identità.
Cinema indipendenti e istituzioni nazionali, lo scontro
Come scrive Euronews, la domanda che circola sui social francesi da quando l’iniziativa è stata lanciata e ha riscosso un notevole successo è: perché tre cinema indipendenti di un arrondissement parigino hanno fatto quello che nessuna istituzione nazionale ha pensato di fare? La risposta è la solita: le istituzioni si muovono lentamente. Un’ondata di caldo che quasi letteralmente soffoca le persone, che costringe a cancellare il Pride e i festival musicali, che fa vietare il consumo l’alcol all’aperto, è un’emergenza sanitaria. Le sale cinematografiche climatizzate sono già distribuite in maniera abbastanza uniforme in città. Non richiedono nuove infrastrutture né investimenti, necessitano soltanto di due cose. Chiedono personale che tenga aperta la sala in quella fascia oraria e degli esercenti che decidano di “regalare” proiezioni e aria condizionata al loro pubblico. Il Comune di Parigi ha inserito Ciné-clim in un pacchetto più ampio di misure, aggiungendola a “isole refrigeranti”, sala climatizzata in municipio, permessi di balneazione nel Canal Saint-Martin, e apertura notturne di parchi e giardini come il Villemin, in questi giorni accessibile fino a mezzanotte.
Manovre francesi per il cittadino
Martedì la Francia ha registrato il giorno di giugno più caldo della sua storia, con 41 gradi a Parigi, secondo Météo-France. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che da giovedì scorso 40 persone sono annegate nel tentativo di trovare sollievo dal calore tuffandosi in acqua. La polizia di Parigi ha chiesto venerdì agli organizzatori della Marche des Fiertés (il Pride francese), prevista per sabato, di annullarla a causa di un’ondata di caldo eccezionale che ha messo a dura prova i servizi di emergenza e gli ospedali della capitale. La stessa richiesta è stata fatta al festival musicale Solidays. Il prefetto di polizia di Parigi ha vietato il consumo di alcol negli spazi pubblici a partire da venerdì a mezzogiorno, motivando la misura con la necessità di evitare il collasso del sistema sanitario, già allo stremo delle forze, incapace di sostenere a lungo questo numero di accessi e ricoveri per malori legati al caldo.
Non più semplice un semplice caldo
Non è più soltanto un’ondata di caldo. Tra Europa meridionale e centrale, le ultime settimane sono state segnate da temperature che superano stabilmente i 35 gradi, notti tropicali senza tregua e città che accumulano calore. In Svizzera come in Italia, tra pianure urbane e vallate alpine, il caldo estremo non è più un’eccezione: è diventato una condizione persistente, un’esperienza quotidiana che modifica ritmi, corpi e stati d’animo.
Eppure, il caldo estremo non è una novità assoluta. Prima ancora che i climatologi lo misurassero, gli artisti lo avevano già raccontato, con rara precisione. Nella storia dell’arte e della letteratura, la canicola non è quasi mai un mero appunto climatico. È il segnale che l’ordine delle cose sta per cedere, che le difese razionali si abbassano e che qualcosa di inconfessabile – un crimine, una passione fatale, una rivelazione tragica – sta per emergere in piena luce. Se l’inverno nasconde, protegge e isola, l’estate torrida espone, dilata e corrompe.
L’esempio francese suggerisce come l’Europa può guardare l’arte come un benefattore naturale dell’uomo, attraverso iniziative semplici ma utilissime. Il cinema può combattere il caldo, nell’era del cambiamento climatico, e aiutare oggi le città, niente affatto progettate a sostenere temperature come queste.





