Lunedì, diverse aree dell’Europa centrale, orientale e meridionale hanno sofferto un caldo opprimente: la “cupola di calore” –responsabile delle temperature record registrate la scorsa settimana– si è spostata verso est, portando condizioni di pericolo in una nuova fascia del continente. Secondo i modelli del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), oggi Budapest si prevede che la temperatura superi i 40°C. Lunedì Belgrado e Bucarest hanno raggiunto rispettivamente i 38°C e i 37°C. La Slovacchia ha stabilito un nuovo record di temperatura, toccando i 40,5°C in una località di confine meridionale e superando così il precedente primato di 40,3°C registrato nel 2007.
«Stanno per arrivare i due giorni più critici dell’ondata di caldo. Dimostriamo di essere capaci di una totale unità nazionale. Prendiamoci cura gli uni degli altri», ha scritto lunedì su X il primo ministro ungherese Péter Magyar. Le autorità dell’Ungheria hanno pubblicato un elenco di oltre 2.000 centri di accoglienza climatizzati dislocati in tutto il Paese, destinati a chi non riesce a trovare sollievo dal caldo nella propria abitazione. Il ministro dell’Energia ha concesso alla centrale nucleare di Paks una deroga temporanea alle norme sulla temperatura dell’acqua di raffreddamento di scarico, al fine di evitare un’ulteriore drastica riduzione della produzione di energia elettrica durante l’ondata di caldo.
Caldo record: diramate allerte rosse in Ungheria, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Slovacchia e Bosnia-Erzegovina
Sono state diramate allerte rosse per caldo estremo in Ungheria, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Slovacchia e Bosnia-Erzegovina; le autorità invitano la popolazione a rimanere al chiuso durante le ore più calde della giornata. Domenica la Germania ha registrato la temperatura più alta per il terzo giorno consecutivo: i dati preliminari del servizio meteorologico DWD hanno rilevato 41,7 °C a Coschen, nel Brandeburgo. Il caldo estremo ha causato disagi ai trasporti in diverse città a causa della deformazione dei binari dei tram, mentre la polizia di Berlino ha utilizzato idranti per rinfrescare le persone radunate negli spazi pubblici.
In Croazia, il servizio meteorologico ha diramato un’allerta rossa per diverse regioni, tra cui la capitale Zagabria e le località turistiche di Spalato e Dubrovnik. Decine di vigili del fuoco, supportati da quattro velivoli, hanno combattuto contro un incendio che stava interessando le pinete dell’isola turistica di Lissa (Vis), nel Mare Adriatico, a circa 55 km a sud-ovest di Spalato.
Nell’Europa occidentale, intanto, l’ondata di caldo più intensa ha iniziato ad attenuarsi, dopo giorni di temperature record. In Francia, le autorità hanno riferito che l’ondata di calore ha contribuito a oltre 1.000 decessi in eccesso, mentre l’istituto sanitario spagnolo ha registrato più di 800 morti supplementari a livello nazionale. Altrove, le condizioni meteorologiche estreme hanno portato violenti temporali. In Alto Adige, piogge torrenziali hanno provocato inondazioni improvvise e frane, con picchi di 50 mm di pioggia in una sola ora in alcune zone. Diversi residenti sono stati evacuati dalle proprie abitazioni, mentre i vigili del fuoco hanno tratto in salvo una persona rimasta bloccata in un garage dopo che un fiume è esondato nei pressi di Merano.
Federica Checchia





