L’ex manager delle società di Chiara Ferragni, Fabio Maria Damato, replica ai rumors sul licenziamento chiarendo la sua posizione sul perché si è messo fine alla storica collaborazione.
Fabio Maria Damato replica ai rumors sul licenziamento

Storico amico e manager delle società di Chiara Ferragni, Fabio Maria Damato è fuori dalle società dell’imprenditrice e influencer. Qualche ora fa Fenice e TBS Crew hanno annunciato la fine della storica collaborazione; Damato, infatti, a partire dal 16 giugno 2024 non sarà più il Direttore Generale delle aziende. Nella nota ufficiale si aggiunge che l’addio di Fabio Mario Damato fa parte di un percorso di rinnovamento aziendale.
Accusato da Fedez di essere fra i responsabili del Caso Balocco che ha coinvolto l’influencer nel dicembre 2023, e dopo varie frecciatine e anche da parte del web, Damato ha ora deciso di rispondere su Instagram sottolineando che non c’è stato alcun licenziamento, ma dopo attente riflessioni ha deciso di dare le dimissioni che sono state volontarie, ribadendo la stima e l’affetto per Chiara Ferragni.
La replica
Sul suo account Instagram, Fabio Maria Damato ha chiarito:
“Lo scorso febbraio, dopo attente e inevitabili riflessioni,ho deciso di dare le mie dimissioni (quindi no, non sono stato licenziato) dalle aziende con cui ho condiviso un percorso professionale incredibile, e per le quali negli anni ho dato tutto me stesso in termini di assoluta dedizione, idee, cuore e testa, sempre onorando i valori di onestà e correttezza che mi contraddistinguono. A dimostrazione di questo ho accolto fino alla fine le necessità della società che mi hanno chiesto di restare fino a giugno,nonostante le operazioni di comunicazione poste in essere dal 17 dicembre 2023 in avanti non hanno visto il mio coinvolgimento”.
Successivamente, ha aggiunto sui presunti guadagni:
“Nei mesi ho letto una certa ossessione circa i miei presunti incredibili guadagni. Putroppo (per me) non solo le cifre circolate sul mio stipendio di lavoratore dipendente sono lontane dalla realtà, ma non ho mai percepito da membro dei due consigli di amministrazione quei fantastici compensi di cui si scrive, perché sono ruoli che ho ricoperto a titolo gratuito fino alla mia uscita volontaria.”
Mentre, sulle email Damato ha affermato:
“Non mi è permesso in questo momento entrare nel merito del caso pandoro, ma essendo diventate pubbliche alcune mail insistentemente a me attribuite, devo precisare come nessuna di queste mail fosse la mia”.
Infine, l’ex manager ha smentito la richiesta dei 4 milioni di euro per il suo licenziamento:
“Per finire nel segno della coerenza, al momento delle mie dimissioni volontarie da tutte le cariche, non ho richiesto nessuna liquidazione aggiuntiva, tantomeno da 4 milioni di euro e nulla in più mi è stato versato se non gli oneri previdenziali spettanti di legge a qualsiasi lavoratore dipendente“.
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