Fabiola Sciabbarrasi: con la seconda moglie Pino Daniele si era separato nel 2013, anno prima della morte del cantautore avvenuta nel mese di gennaio 2014.

La produttrice televisiva sarà tra gli ospiti de La Volta Buona, in onda dalle 14:00 su Raiuno. Fabiola e il cantautore si conoscono nel 1992 a casa di Massimo Troisi. In quel periodo, entrambi erano legati ad altre persone: Pino Daniele era sposato con Dorina Giangrande sua corista, che l’aveva reso padre di Alessandro e Cristina. In un intervento a Vieni da Me aveva raccontato: “Lui ha sfoderato il repertorio napoletano e fin da subito c’è stata una sorta di dipendenza: avevamo bisogno di parlarci costantemente, tutti i giorni”. Tra i due è un colpo di fulmine e in breve tempo nasce una storia d’amore, suggellata dalle nozze: l’ex modella a quel punto dedice di dedicarsi alla famiglia ed abbandona le passerelle. “Era un passaggio naturale quello di lasciare le mie velleità e i miei desideri, che mi portavano lontana . era più importante che noi due fossimo insieme su progetti di vita unici e speciali” aveva raccontato a Caterina Balivo nel suo programma Vieni Da Me. Dalla loro unione arrivavano tre figli: Sara, Sofia e Francesco.

Fabiola Sciabbarrasi il ricordo di Pino Daniele

Fabiola Sciabbarrasi il ricordo di Pino Daniele

La storia d’amore tra Pino Daniele e Fabiola Sciabbarrasi è proseguita per oltre venti anni, fino a quando nel 2012 attraversano una crisi: “Si era creata una frattura che non siamo riusciti a sanare: i microsilenzi diventano spazi abissali che non riesci a colmare. Non era previsto questo game over”. (Fonte Chi) Nel 2013 arrivano le immagini del cantautore insieme ad una nuova donna, Amanda Bonini rimasta al fianco dell’artista fino alla sua morte, il 5 gennaio 2014. Sulla scomparsa dell’ex marito, la Sciabbarrasi aveva raccontato: “Ho saputo della sua morte nel modo più traumatico. Mi ha chiamato Sofia (figlia di Pino Daniele e Fabiola Sciabarrasi, ndr) e mi ha detto che il padre non stava bene. Io non ero a casa in quel momento e ho cercato di fare delle cose farneticanti: contattare il suo medico che non era a Roma. Era il 4 gennaio e vorrei bypassare questa fase e arrivare al 7 gennaio, mettere in uno scrigno le cose che sono accadute e che non avremmo voluto. La mia preoccupazione era arrivare a casa prima che i ragazzi sapessero che il papà si era addormentato quella notte. Ero a Siena, ho corso Siena – Roma alla velocità del suono. Quando sono tornata, i miei occhi tradivano quello che non avrei voluto dire. In quell’istante ho pensato al tempo, che quello che non era stato fatto non sarebbe stato fatto mai più. Sara aveva appena compiuto 18 anni, Sofia ne aveva 12 e Francesco solo 9.

Sempre nel talk di Caterina Balivo aveva aggiunto sugli ultimi mesi di vita dell’artista nei quali sono stati lontani:

Quello che mi recrimino è che, in quei 12 mesi in cui non siamo stati così vicini, non abbiamo avuto tempo di dirci cose, anche di chiederci scusa per i malintesi, le contraddizioni, per dirci ancora ‘mi manchi, ti amo’. Spesso pensiamo di avere tempo e invece qualcuno il tempo ce lo toglie e diventa troppo tardi. Mi piace pensare che in qualche modo, anche con le parole che ho scritto, questo messaggio sia arrivato fino a lassù. Perché a volte le contraddizioni della vita, i rancori momentanei, ti creano una sorta di inibizione, il pudore dei sentimenti, quello della rabbia. Sono sicura che abbia pensato anche lui che avremmo avuto modo di farlo. Ma non è stato così.

Seguici su Google News