Halloween: ecco i calciatori che non avrebbero bisogno di maschere

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Halloween è finalmente giunto. Una delle feste più amate dai bambini, dalla più stretta tradizione americana, è pronta a tornare nelle nostre case. Sarà gara, tra i pargoli, a chi indosserà il vestito più bello o, per meglio dire, il più spaventoso. Immaginando fantasiosamente che anche i calciatori professionisti festeggino la ricorrenza, proviamo a vedere chi non avrebbe esattamente bisogno di indossare una maschera. Ricordando, chiaramente, che l’aspetto fisico non ha alcuna rilevanza e si prova solo a sorridere un pò. Avessimo fatto questa classifica negli anni ’90, probabilmente non sarebbero bastati 20 nomi. In passato, era assai frequente trovare calciatori dai look particolari e poco curati.

Per anni ed anni, senza demeritarlo, il calciatore meno accattivante era Valderrama. Poi, con il passare degli anni, il calciatore medio ha iniziato a curare sempre più il proprio aspetto. Lampante è l’esempio di Cristiano Ronaldo, che in gioventù era tutt’altro che affascinante. Le cure, gli allenamenti e i soldi hanno totalmente trasformato l’aspetto dell’attaccante attualmente alla Juventus. Ma non tutti hanno deciso di fare altrettanto. Ecco una carrellata di calciatori che non possiamo propriamente definire belli. Delle vere e proprie facce da Halloween.

Franck Ribery, cicatrici di Halloween

Frank Ribery ha fatto innamorare molta più gente nel rettangolo di gioco che fuori. Il talentuoso francese, in forza alla Fiorentina ed ex stelle del Bayern Monaco, non è esattamente un adone. Suo malgrado, e qui di colpe ne ha ben poche, ha due enormi cicatrici sul volto. La causa risale ad un incidente d’auto all’età di due anni, sommata ad un’infanzia molto difficile. Proprio dalla sua cicatrice, nasce il soprannome che lo ha contraddistinto per gran parte della carriera: Scarface. Anche la dentatura del calciatore transalpino non è prettamente da mostrare in un cartellone pubblicitario. Tuttavia, con grande onestà e autoironia, Ribery ha più volte scherzato sul suo aspetto. Non potevamo ovviamente non prenderlo in considerazione. Al di là di questo è stato a lungo un riferimento nello spogliatoio dei bavaresi. Erano ben noti, infatti, i suoi continui scherzi ai compagni, alcuni anche di pessimo gusti. Secchiate d’acqua, chiavi della macchina rubate, vestiti nascosti. Tra le vittime anche un certo Oliver Kahn, non propriamente la persona giusta alla quale fare uno scherzo.

Carlos Tevez

Ricordate il famoso personaggio di King Kong, interpretato dall’attore siciliano Salvatore Termini, nel film cult “Mery per sempre“, per caso? Bene, Carlos Tevez ne è il più degno sosia, quantomeno in ambito calcistico. Non prettamente bellissimo, il piccolo e tarchiato argentino ha pensato bene di rovesciarsi in faccia una pentola di acqua bollente quando era piccolo. Nonostante i soldi accumulati negli anni, che gli avrebbero permesso di eseguire qualsiasi tipo di operazione, il calciatore del Boca Juniors ha sempre portato con fierezza la sua cicatrice. Anche lui, come Ribery, può vantare un’infanzia tutt’altro che facile a Buenos Aires. Siamo decisamente convinti che, anche in quel campo, abbia accumulato più scazzottate che cuori infranti.

Gervinho, stempiatura da paura

Nella mente di tutti rimarrà per sempre impressa una scena. No, non stiamo parlando di uno dei magnifici scatti di Gervinho. O di uno dei suoi dribbling al fulmicotone. Per tutti, l’ivoriano sarà sempre quel calciatore che, durante una delle sue progressioni, perse per la prima volta la bandana. C’è un prima ed un dopo quell’episodio, che ha cambiato le prospettive di vita di molti. Se prima sotto a quella banda poteva esserci di tutto, da quel momento abbiamo scoperto il vero look di Gervais. Una fronte gigante, una stempiatura record e un’attaccatura di capelli che parte dal cervelletto. E da qui è nato un enigma, che probabilmente non troverà mai risposta: perché non si rasa direttamente i capelli? Misteri di Halloween che, attualmente, cercando di risolvere in quel di Parma.

Hector Herrera e Wayne Rooney: facce da “zucca” di Halloween

La bellezza del centrocampista messicano e inversamente proporzionata alla sua utilità in campo. Si dice che, con quelle orecchie, riesca a ricevere il segnale in qualunque punto del mondo, anche se disperso dai radar. Chiunque, per Halloween, sognerebbe di averne un paio. Herrera, intanto, dopo averle mostrate fieramente per tutti i peggiori bar di Oporto, ha deciso di spostarsi a Madrid, sponda Atletico. E siamo sicuri che le ragazze madrilene non faranno propriamente la fila per contenderselo. Ma in tanti, magari, ordineranno la sua maglietta da gioco.

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Tanto forte sul campo quanto poco invitante in un corteggiamento notturno in discoteca. Wayne Rooney ha la faccia tipica del teenager britannico, dedito all’alcolismo e all’acne giovanile. Ciò nonostante, è conosciuto anche come un irrefrenabile playboy: i miracoli della notorietà non conoscono davvero limiti. Dopo aver fatto incetta di cuori nella sua Inghilterra, il buon Rooney ha pensato bene di proseguire le sue conquiste negli Stati Uniti. Nel 2008, un sondaggio indetto da “The People Club” lo incoronò, col 33% dei voti, come il giocatore più brutto sulla faccia della terra. Forse c’è di peggio ma, intanto, l’attuale calciatore del Derby County, può vantare, se così si può dire, questo particolare titolo. Insieme a quelli sportivi, ovviamente.

Rodrigo Taddei: il ghigno di Halloween

Rodrigo Taddei non poteva proprio mancare. Diverse pagine satiriche di Facebook, tipo “Calciatori Brutti, lo hanno adottato per anni come icona della loro comicità. Il brasiliano è tutto ciò che, fisicamente, non si vorrebbe essere. L’ex Siena possiede un sorriso da infarto, ma in senso poco lusinghiero. A lungo bandiera della Roma, il carioca è l’inventore dell’Aurelio, un dribbling spettacolare provato in allenamento assieme all’assistente di quegli anni di Spalletti, Andreazzoli. I tifosi capitolini lo ricordano con affetto per l’enorme dedizione alla causa e l’attaccamento alla maglia. Le tifose dei giallorossi, invece, lo ricordano con meno enfasi. Un Halloween vivente che, per molti anni, ha “infestato” la “Città Eterna“.

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