Cinema

“Fantozzi va in pensione”: “Le casalingue” diventa un tormentone

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Non siate sentimentali, o voi che vi accingete al commiato dalla Megaditta. Non una lacrima a rigare i volti dei novelli pensionati: sarà tutto Avvenire. L’Ufficio ‘Ricerche Impiegati Murati Vivi’, manda in pensione il ragioniere Ugo Fantozzi. La tragedia delle sue mattinate ‘Caffè, barba e bidè‘, s’interrompe per incanto. Stasera in tv “Fantozzi va in pensione“: anche dall’ufficio ‘Lettere Anonime e Ricatti’ va a riposo la Signorina Silvani.

Non più il grigiore davanti gli occhi, tra ascensori allineati come botole, e piante finte anch’esse morte. La rispettabilissima società  ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica, nel suo palazzone, confinato per l’episodio negli ex Studi De Laurentiis (Dinocittà) situati a Castel Romano, sarà oramai un ricordo. La vita è là fuori. Il ragioniere, aveva lavorato per un mese rubando sonno alle notti, per preparare un agghiacciante discorso di addio. Perché, “Ogni anno all’inizio della primavera il lavoro della Megaditta veniva sospeso perché tutti gli impiegati potessero assistere in un mistico silenzio alla gioiosa cerimonia di addio ai colleghi pensionandi. Timonata dal MegaPresidente Galattico in persona, il Duca Conte, Lup. Man., Gran Ladr., Farabut., Multinaz., Figl. di Putt., Francesco Maria Barambani”.

Fantozzi e ozi

Sentendo arrivare il suo turno Fantozzi era nel balordone più completo: mani due spugne, fronte perlata, salivazione azzerata e puzzava come un cane marcio dopo una giornata di pioggia!”. Tutto per stringere in mano una pergamena con i migliori saluti e tanti auguri dei capi. “Fantozzi va in pensione” film del 1988, è diretto da Neri Parenti, e stasera in tv assisteremo alla vita di Fantozzi (Paolo Villaggio) vista nel privato. Non più schiavizzato dai colleghi di lavoro, passa le giornate a casa, annoiandosi terribilmente. Un velo di insolita, e passeggera, malinconia, sembra avvolgere questo episodio. Ugo proverà a sconfiggere l’apatia tentando di aggiustare l’antenna sul terrazzo; ad aiutare la Pina (Milena Vukotic), nella classica spesa al mercato, tra i banchi di via Tito Speri a Roma, vicino Piazza Mazzini, parcheggiando la Bianchina in via Luigi Settembrini.

Convincerà la moglie ad andare al cinema di mattina. Ma trovando un film porno, i due vengono scambiati per maniaci. Tra il pubblico in sala che si copre il volto per non essere identificato, fingendo di leggere dei quotidiani. “Le casalingue” viene proiettato al Cinema Splendid di Roma, all’epoca un vero cinema a luci rosse, poi diventato Alhambra. Il film sullo schermo, presentato come “Le casalingue, in realtà è “Hard Soap, Hard Soap”: girato realmente nel 1977, a cui si risale grazie ai titoli di coda dove sono menzionati attori hard veri. Come John Holmes, Lauren Dominique, e Candida Chambers, pseudonimo di Candida Royalle. Invece, il caratterista di origine marocchina che si vede sullo schermo è Mohamed Badrsalem: già visto nel film “Ragazzo del Pony Express, “Scuola di ladri” e in Ho vinto la lotteria di Capodanno”.

Dalla Standa a Postumia

Su suggerimento della moglie e di una psicologa della mutua, arriva a domicilio un enorme San Bernardo, che diventa in poco tempo il padrone della casa. Il cane apparteneva a Daniel Berquiny, noto addestratore di animali per il cinema che ha lavorato anche per film come “La leggenda di Al, John e Jack”, “Phenomena” e “Il divo”. E si trasforma in un terrificante cane da battaglia che detta condizioni precise: mangiare a capo tavola, cinque pasti al giorno come un inglese, uso esclusivo del videoregistratore con “Lilli e il vagabondo”, e “La carica dei 101”. In più Fantozzi aveva commesso l’errore di mettergli la cuccia in bagno. 

Il supermercato dove Fantozzi incontra dopo tanto tempo la signorina Silvani (Anna Mazzamauro), che lo inviterà a casa sua, era una filiale dei magazzini Standa (oggi Oviesse/Conad), situata in Viale dell’Oceano Atlantico a Roma. La gita alle Grotte di Postumia, dove Filini fa da guida, luogo in cui Fantozzi si perde e ne uscirà dopo 81 giorni, è in realtà ambientata alle Grotte di Pastena, in provincia di Frosinone. Scelte come set anche da Alberto Sordi per il film “Sono un fenomeno paranormale” e per alcune scene di “Un passo dal cielo”, la serie tv con Terence Hill. “Questo è il cuore di Postumia, il Sancta Sanctorum… Questa è la Regina delle Stalattiti. Oh, meraviglia delle meraviglie, pensare che da sei milioni di anni tu pendi da lassù e mai, mai cadrai!…”

Neri Parenti fa commuovere

La Pina con Fantozzi, farà come ne “Il comandante”, film di del 1963, con Totò. Paga lo stipendio per un lavoro fittizio del marito, solo per non farlo sentire inutile, lavorando però al suo posto, proprio come fa la moglie del colonnello Antonio Cavalli (Totò) nel film. In “Fantozzi va in pensione” compare per la prima volta Bongo (qui però chiamato Piero), il genero di Fantozzi, marito della figlia Mariangela. Mentre il cast è quello storico: l’inseparabile Rag. Filini interpretato da Gigi Reder, Plinio Fernando che dà il volto alla figlia Mariangela. Nella scena in cui la Pina ritorna a casa dal night, dopo che Fantozzi ha scoperto il suo vero lavoro, si nota su un mobile, la curiosa foto di Fantozzi e Filini alle Olimpiadi Aziendali del film “Fantozzi subisce ancora”. E la scena del ragioniere che porta la nipotina al parco, e cade nella fontana tentando di bere, è identica al film “Fracchia la belva umana“, mentre lo stesso cerca di dissetarsi dopo aver fatto jogging.

Tenero, umano, balbuziente, in un finale melodrammatico. Ed è qualcosa che sorprende lo spettatore, abituato a ridere del suo ‘rutto libero’ in canottiera, di meno sentimentalismo. Un ritocco alla carta di identità, falsifica con l’intenzione di apparire più giovane. Ma la nostalgia lo riporterà al suo, seppur mediocre, amato lavoro. ‘Bei tempi’ quando era seduto alla scrivania, sulla poltrona di pelle umana.

Federica De Candia per Metropolitan magazine

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