Fellini in tribunale giudicato da Giulietta. Applausi all’Altrove

L’Altrove Teatro Studio è un’isola felice. Un luogo in cui pulsa il cuore di giovani attori e delle loro giovani drammaturgie. Un posto le cui mura crescono sempre più solide grazie alla fatica di Giorgio Latini e Ottavia Bianchi, veri e propri carpentieri di un teatro che si erge giorno dopo giorno, mattone su mattone, persona dopo persona. E così l’Altrove colleziona le proprie vittorie, incasellando piccoli grandi successi uno spettacolo dopo l’altro. E’ il caso questa volta, dell’inedito Processo a Fellini, andato in scena dal 25 al 27 gennaio e che ha registrato ben tre overbooking di fila.

Il testo scritto da Riccardo Pechini e diretto da Mariano Lamberti è un persorso ad ostacoli nei turbamenti di Giulietta Masina,tra i ricordi di moglie delusa e quelli di attrice geniale. Un testo che presenta più piani narrativi, quello onirico, quello attuale e quello della follia, differenti livelli che si tengono insieme in modo non facile, ma che grazie alla grande interpretazione di Caterina Gramaglia e Giulio Forges Davanzati, rendono merito ai due autori che al termine della pièce, raccolgono il consenso del pubblico per uno spettacolo che porta in scena un nuovo 8 e Mezzo, questa volta dalla prospettiva della Masina e non del marito Fellini.

Giulio Forges Davanzati e Caterina Gramaglia in Processo a Fellini. Foto R.Savona

E’ un tribunale aperto la mente di Giulietta, d’innanzi a cui far inginocchiare Federico anche solo per un istante, provando anche solo ad immaginare di mutare il corso di una storia che l’ha vista sempre meno protagonista agli occhi del marito, la cui infedeltà era nota a tutti. A farla rivivere ancora una volta dopo “Le lacrime di Giulietta”, è la pregevole e studiata interpretazione della Gramaglia, che della Masina ripropone anche il timbro vocale e al cui fianco si alternano i personaggi (talvolta reali, talvolta immaginari) recitati dal poliedrico Davanzati. Il processo di Giulietta si consuma inesorabile e punta il dito verso un illustre imputato, che troppo a lungo ha soffocato la rabbia della donna con il suo amore, sempre meno innocente e più vicino all’indifferenza. E così, la rabbia muta e diviene rivendicazione, consapevolezza, quella della Masina per quella di tutte le donne succubi dei propri uomini ingombranti. Processo a Fellini è un cantiere aperto che promette nuove e future emozioni. Un esperimento molto interessante per gli appassionati del genere. Da vedere!

Giulio Forges Davanzati e Caterina Gramaglia in Processo a Fellini. Foto R.Savona