Il 13 Giugno 1888 a Lisbona nacque Fernando Antonio Nogueira Pessoa, famoso scrittore, poeta, aforista e traduttore portoghese. Egli visse parte della sua vita in Sudafrica e imparò sin da giovanissimo la lingua inglese. Famose furono le sue traduzioni di “Annabel Lee” e “Il Corvo” di Edgar Allan Poe. Persino le sue due raccolte poetiche, pubblicate quando era ancora in vita, erano in lingua inglese: “Antinous and 35 Sonnets” e “English Poem I – II – III”, composti tra il 1918 e il 1921. Considerato il maggiore scrittore della eteronimia, Pessoa morì a soli 47 anni per problemi epatici.

Fernando Pessoa, lo scrittore degli eteronimi: biografia

“Non sono niente/ non sarò mai niente,/ non posso voler essere niente./ A parte questo ho dentro di me tutti i sogni del mondo”.

Fernando Pessoa

La sua fanciullezza fu segnata grandemente dalla morte di suo padre per tubercolosi all’età di quarantatré anni, e di suo fratello Jorge che non arrivò all’anno di vita. Sua madre, in gravi condizioni finanziarie, vendette tutto e si trasferì in un appartamento più piccolo, al terzo piano di Rua de São Marçal al numero 104. In questo particolare periodo della sua esistenza egli iniziò a scrivere a sé stesso: era solito spedirsi lettere con lo pseudonimo di “Chevalier de Pas”. Fu così che iniziò il periodo degli eteronimi.

“Ricordo, così, quello che mi sembra sia stato il mio primo eteronimo o, meglio, il mio primo conoscente inesistente: un certo Chevalier de Pas di quando avevo sei anni, attraverso il quale scrivevo lettere a me stesso, e la cui figura, non del tutto vaga, ancora colpisce quella parte del mio affetto che confina con la nostalgia”.

Lettera di Pessoa a Adolfo Casais Monteiro datata 13 Gennaio 1935

Nel 1895 sua madre si sposò con il console del Portogallo di nome João Miguel Rosa a Durban, in Sudafrica. Iniziò per Pessoa il “periodo britannico” dovuto allo stampo della sua educazione ricevuta in quel luogo. Il suo amore per la lingua inglese, come visto, si rese evidente nella scrittura delle sue opere poetiche principali. Nel 1901, dopo essere stato promosso al primo esame della Cape School Hight Examination, partì con la famiglia per le vacanze in Portogallo, viaggiando sulla nave con la salma della sorellina di due anni, Madalena Henriqueta, che nel frattempo era deceduta. Quando la famiglia poi rientrò a Durban, lui decise di rimanere in Portogallo. Successivamente tornò da solo in Africa.

Iniziò o meglio tentò di scrivere romanzi in inglese e si iscrisse alla Commercial School. Di notte studiava per questa, di giorno approfondiva l’amore per le materie umanistiche. Nel 1903 cercò di entrare all’università del Capo di Buona Speranza e nella sua prova di esame non ottenne un punteggio elevatissimo, ma ricevette il voto più alto di tutti nel saggio stilistico in inglese; grazie a questo ricevette il premio “Queen Victoria Memorial”.

Ultimi anni, morte e scoperta

Nel 1905 si trasferì definitivamente in Portogallo da una sua zia. Lo seguirono presto i genitori e così, dopo poco, ritornò a vivere nella sua famiglia. In questo periodo iniziò la sua carriera letteraria. Continuò a scrivere poesie in lingua inglese e si iscrisse alla corso di lettere all’Università di Lisbona. Entrò in contatto con famosi scrittori portoghesi e nello stesso periodo i suoi tornarono a Durban. Egli continuò a vivere in Portogallo con sua nonna che morì subito lasciandogli una modesta eredità. Pessoa iniziò ad occuparsi di traduzioni di corrispondenza commerciale, lavoro che portò avanti per tutta la vita. 

Morì nel 1935 per cirrosi epatica provocata dal troppo alcool consumato del corso della sua vita. La cosa incredibile fu quello che si scoprì poco dopo il suo decesso: in un vecchio baule recuperato nel suo appartamento si trovò una raccolta di poesie, oroscopi, lettere e prose scritte da lui e firmate con nomi diversi. Centotrentasette nomi differenti definiti dallo stesso Pessoa come “Eteronimi”, ciascuno con un suo stile di scrittura, una sua storia e una sua specifica personalità. Egli era riuscito a racchiudere in un’unica penna la facoltà di riproporre numerosi autori differenti e altamente interessanti. Questa la genialità incomparabile di Fernando Pessoa.

“Per essere grande, sii intero: non esagerare e non escludere niente di te. Sii tutto in ogni cosa. Metti tanto quanto sei, nel minimo che fai, come la Luna in ogni lago tutta risplende, perchè in Alto vive”.

Fernando Pessoa

Giusy Celeste