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Ferragni, vince la blasfemia

Il Codacons attacca. Chiara Ferragni è accusata di blasfemia per una riproduzione artistica. Ma si può davvero parlare di offesa alla religione?

Non ha bisogno di presentazioni ormai, ma noi vogliamo parlare di lei.

Nata come fashion blogger, la Ferragni è diventata dapprima influencer, poi imprenditrice di successo. Oltretutto è anche stilista: ha creato e firmato diverse collezioni di moda. Il patrimonio di Chiara Ferragni si aggira intorno ai 10 milioni di euro; oggi la sua azienda conta 25 dipendenti e gestisce un e-commerce tutto suo. Ma oggi la vediamo coinvolta in una vicenda molto particolare.

La denuncia

Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) decide di impugnare una denuncia contro Chiara Ferragni. Il motivo? Blasfemia.

Il comunicato

“Presentiamo un esposto alla Procura della Repubblica e al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini affinché intervengano su quella che non è una provocazione, ma una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l’intero mondo religioso e per l’arte in genere”.

Opera di Francesco Vezzoli - Photo Credits: web
Opera di Francesco Vezzoli – Photo Credits: web

La denuncia per blafemia

Ne parlano tutti, ma proprio tutti. Insomma, intorno a Chiara Ferragni impazza il solito circo mediatico.

L’accusa è una di quelle gravi: blasfemia e offesa al mondo religioso. A incriminarla la proposta artistica di Francesco Vezzoli, artista italiano, sulla rivista Vanity Fair.

La banalità della blasfemia

Partiamo dal presupposto che l’arte è una forma di espressione e come tale è libera e garantita dalla nostra Costituzione.

Potremmo anche dire che l’arte non è mai blasfema. Perlomeno, intendiamoci: non nel senso che i signori del Codacons intendono.
In tal senso l’arte può essere potente, controversa, volutamente ambigua, ma non blasfema.

Ma soprattutto, cosa c’è di blasfemo nell’immagine che ritrae la Ferragni? Dove sono questi simboli dal gusto opinabile che offenderebbero i cristiani?

Giovanni Battista Salvi - Photo Credits: web
Giovanni Battista Salvi – Photo Credits: web

Madonna con il bambino

La grande differenza con il quadro originale? Il volto di Maria è stato sostituito con quello di Chiara Ferragni e lo sguardo non è più rivolto al Cristo.
Il viso è rivolto verso l’obiettivo e idealmente verso il fruitore dell’immagine.

Il quadro di Sassoferrato (Giovanni Battista Salvi) è più intimo, forse più materno con la Madonna rivolta al Cristo. Ma questo non rende la rivisitazione di Francesco Vezzoli qualcosa di scandaloso.

L’arte offesa

Il Codacons denuncia in nome dell’arte. Si prende la libertà di dire cosa è bello e cosa non lo è.
Una delle critiche maggiori fatte a Vezzoli e Ferragni è che il quadro sia banale e brutto. Tanto banale che non si parla d’altro.

Rispetto per i cristiani

Alle religioni riserviamo un rispetto enorme. Vengono protette più di qualsiasi altro sistema di pensiero. Persino più della libertà di parola.

Pubblicità blasfema - Photo Credits: web
Pubblicità blasfema – Photo Credits: web

A sorpresa, nel 2018, la Corte di Strasburgo ha assolto la società di moda Sekmadienis Ltd per aver utilizzato l’immagine di Gesù e Maria a fini commerciali.

Dopo 5 anni di processo e la condanna da parte del tribunale lituano, vince la libertà di espressione.

Ma non è solo l’Europa a garantire libertà all’estro artistico. Nel 1992 la Corte di cassazione stabilì che:

“… assurdo e fuori di luogo è il voler ricondurre la bestemmia alla manifestazione del pensiero e alla libertà costituzionalmente garantita di tale manifestazione. Ciò che, invero, vien sanzionato, con la norma in questione, è il fatto di bestemmiare con invettive e parole oltraggiose: non la manifestazione di un pensiero, ma, una manifestazione pubblica di volgarità”.

La notorietà paga

Pare che a nessuno sia piaciuta questa nuova campagna di promozione di sé della Ferragni.
A nome del popolo italiano il Codacons si è scagliato, per l’ennesima volta, contro “una macchina da soldi“, come scrivono nel loro comunicato.

La domanda sorge spontanea: non sarà che hanno trovato la loro gallina dalle uova d’oro?

L’arte è provocazione (e blasfemia)

L’indignazione è solo la prova che la provocazione artistica ha funzionato. Ma l’arte è libera di esprimersi, fortunatamente, come vuole.

Il valore dell’opera ora non è più per il mero soggetto, ha acquisito un valore di lotta alla censura.
Si è caricato di un significato nuovo: l’arte non è mai blasfema. E se vuole, può e deve esserlo.

L’arte si reinventa, prende simbolismi e li rinnova, ridisegna gli spazi e moltiplica i significati.

Ecco una galleria di arte provocatoria:

Sguardo nuovo

Chiara Ferragni (Maria) e il bambino guardano verso lo stesso punto, verso lo spettatore e quasi sembrano domandare: “Cosa vuoi?“.
La vita di Chiara è sempre sotto i riflettori, il pubblico può osservare la vita da una cornice nuova, il bordo del telefono.

Lo stesso Giovanni Battista Salvi, il pittore dell’originale, in altre opere ruota il volto di Maria verso lo spettatore. Lo sguardo è profondo, enigmatico.

Madonna orante - Photo Credits: web
Madonna orante – Photo Credits: web

Il Codacons fa parlare di sé, ma fa una brutta figura. Forse bisognerebbe lasciare agli esperti il giudizio sull’arte e scegliere le battaglie da combattere.

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