In Italia crescono i contratti permanenti e l’occupazione, positivi i più recenti dati ISTAT
Tasso di occupazione al 58,9%, disoccupazione al 10,2%, 44mila occupati in più a tempo indeterminato tra febbraio e marzo e contratti raddoppiati nei primi due mesi del 2019. Sono questi i dati ISTAT che, secondo le parole di Giovanni Tria, ministro dell’Economia e delle Finanze <<testimoniano la solidità e la tenuta dell’economia italiana>>.
Il paese sta chiaramente vivendo un periodo di positiva crescita, lo dicono i numeri, che riaccendono un barlume di speranza e di fiducia relativamente alla questione della disoccupazione che, a questo punto, non sembra essere così tragica.
Vediamo i numeri di cui stiamo parlando: da gennaio a marzo si sono registrati 64mila dipendenti permanenti in più e 31mila precari in meno, fatto che, parallelamente all’aumento dell’occupazione femminile ha apportato una notevole crescita al tasso nazionale.
Le donne costituiscono, infatti, il 49,8% dei lavoratori, raggiungendo il valore massimo della serie storica dal 2004 e vantando 443mila unità in più rispetto ai dati di aprile 2008, a fronte di una diminuzione degli occupati uomini, il cui tasso, invece, scende al 68% dal 70,4%.
Altro elemento da evidenziare è il crollo della disoccupazione giovanile (di ragazzi, dunque, tra i 15 e i 24 anni) diminuita al 30,2%, il dato minimo da ottobre 2011. Il numero di persone che lavoravano nel periodo precedente alla crisi è aumentato di 1,1 milioni di occupati e attualmente in Italia lavorano regolarmente 24,19 milioni di persone.
Più di 60mila di questi lavoratori sono recenti contratti a tempo determinato, registrati dall’inizio del 2019. Un dato decisamente positivo per il ministro del Lavoro Luigi di Maio che, col diventare legge del Decreto Dignità (il 7 agosto 2018) ne aveva previsti sì 62mila, ma in due anni.
Il Decreto, per quanto riguarda le novità introdotte in merito al lavoro, impone che i contratti a termine non possano superare la durata di 24 mesi e che dopo il primo anno, per il rinnovo, sia necessaria la causale, in caso contrario diventano automaticamente a tempo indeterminato. In aggiunta, è stato previsto un aumento dei costi (per il rinnovo e per i casi di licenziamento illegittimo) a carico dei datori di lavoro, e che questi ultimi possano assumere al massimo una percentuale equivalente al 30% di dipendenti a tempo determinato.
<<Se 8mila ne perdi all’anno e 30mila ne guadagni, il saldo è positivo>> conclude il ministro pentastellato, commentando i valori di un trend più che positivo che, all’alba di uno splendido Primo Maggio all’insegna della musica e del divertimento, sembra dare i suoi primi e rigogliosi frutti rappresentando un ottimo punto di partenza per un nuovo decollo dell’economia italiana.





