Festa della donna, giornata internazionale, culturale e sociale per ricordare l’importanza delle donne e la loro determinazione. In occasione della ricorrenza, un’analisi delle maggiori scrittrici che per prime denunciarono la condizione delle donne, sottolineandone l’indipendenza e l’emancipazione.

Festa della donna: il trionfo della letteratura rosa

La festa della donna è un’occasione per rispolverare quelle autrici che si sono battute e hanno scritto per l’emancipazione femminile, la lotta, l’indipendenza. https://metropolitanmagazine.it/8-marzo-giorno-festa-donna/ Il libro è un elemento salvifico in cui molte donne del passato si sono riflesse per trovare e donare la loro voce. Di seguito, un elenco di scrittrici nazionali ed internazionali da leggere assolutamente in occasione della celebrazione della giornata della donna.

Festa della donna, letteratura italiana

La letteratura italiana pullula di autrici che andrebbero lette inevitabilmente, non solo in una data occasione specifica. Di seguito, un elenco di scrittrici che hanno dato un contributo importante al panorama letterario italiano.

Festa della donna, il primo romanzo femminista: Sibilla Aleramo, Una donna

Sibilla Aleramo, al secolo Maria Felicina Faccio, ebbe una vita non semplice, ostacolata da oppressioni ed infelicità. Questo sfociò in un desiderio di rivalsa che non si limitò solo ad una condizione personale. L’Aleramo, partecipò attivamente alle lotte che prevedevano il diritto di voto. Ogni sua opera, è una denuncia e un’analisi sulla condizione femminile. In occasione della festa della donna, ricordiamo:

Festa della donna: Sibilla Aleramo, autrice del primo romanzo femminista - Photo Credits: facebook.com
Festa della donna: Sibilla Aleramo, autrice del primo romanzo femminista – Photo Credits: facebook.com
  • Una donna, 1906: di matrice autobiografica è considerato il primo romanzo femminista italiano. Le parole diventano necessarie per la scrittrice, in quanto narrano l’impellenza di spiegare al figlio perché è andata via di casa: un’analisi lucida di quello che è stato un carattere combattivo, innovatore, incapace alla sottomissione derivata da un’adolescenza difficile ed un matrimonio sbagliato.

Elsa Morante, La storia

Classe 1912, a soli 21 anni diventa autrice di filastrocche per bambini, mentre nel 1941 pubblica la sua prima raccolta di racconti. Fu la moglie di Alberto Moravia, e frequentò numerosi circoli intellettuali italiani dove conobbe Pier Paolo Pasolini e Umberto Saba. Un’autrice perfettamente aderente con i messaggi che la festa della donna vuole trasmettere. Divenne famosa con:

Elsa Morante - Photo Credits: donnesulweb.it
Elsa Morante – Photo Credits: donnesulweb.it
  • L’isola di Arturo,1957: vincitore del Premio Strega 1957, è un’attenta esplorazione del rapporto padre-figlio: il protagonista, Arturo, è orfano di madre. Da quando è bambino, però, soffre la mancanza del padre che è solito trascorrere il suo tempo disinteressandosi di lui. Tutto cambierà con il matrimonio del genitore con Nunziatella.
  • La Storia,1974: quasi una narrazione che spiega le precedenti. La Storia è un romanzo legato alle vicende della seconda guerra mondiale. Il libro, racconta le tragiche vicende di Useppe, nato dalla violenza che la madre calabrese, vedova ed ebrea, subisce da un giovane militare tedesco.

Natalia Ginzburg, Lessico familiare

Nel 1933, ad appena diciassette anni, pubblica il suo primo racconto; in seguito, nel 1942 pubblica il suo primo romanzo sotto pseudonimo. Moglie del letterato Leone Ginzburg, morto torturato durante la Seconda Guerra Mondiale a causa delle sue posizioni politiche, la Ginzburg sviluppa un’acuta sensibilità dedita all’ingiustizia: a questo proposito, diviene una figura di spicco anche nel panorama politico. Nel 1983, infatti, diventa parlamentare con il Partito comunista italiano. Una delle sue opere maggiormente combaciante con il senso ideologico della festa della donna è:

Natalia Ginzburg - Photo Credits: facebook.com
Natalia Ginzburg – Photo Credits: facebook.com
  • Lessico familiare, 1963: romanzo autobiografico e vincitore del Premio Strega, è la descrizione di vita quotidiana della famiglia Levi, dominata dal padre Giuseppe. Si analizzano gli anni dal 1925 ai primi anni ’50, scandagliando i comportamenti dei membri e la comunicazione linguistica di questi ultimi; particolare attenzione è dedicata alla figura della madre.

Lara Cardella, Volevo i pantaloni

Una scrittrice contemporanea che racconta, tramite un romanzo autobiografico, le vicende di una ragazza in una Sicilia intrisa di maschilismo, alla fine degli anni ’80. E’ il 1989, infatti, quando la Cardella pubblica la storia che è una lotta contro l’assoggettarsi alle idee retrograde che schiacciano l’individualismo:

Lara Cardella - Photo Credits: fizzshow.com
Lara Cardella – Photo Credits: fizzshow.com
  • Volevo i pantaloni, 1989: Anna è una ragazza siciliana studentessa di un liceo classico che soffre il maschilismo imperante e l’ottusità della famiglia: deve evitare comportamenti considerati sconvenienti come mettere minigonne o truccarsi. Ha una relazione clandestina con Nicola. La famiglia la scopre e il comportamento della giovane diviene oggetto di scherno in paese. Viene ritirata dalla scuola e spedita da una zia. Quest’ultima lascia il marito, ed Anna rimane in casa da sola con lo zio che tenta di usarle violenza. Trova la forza per denunciarlo. Tornata a casa accetta un matrimonio riparatore con Nicola. Una volta incinta, si ripromette di non far rivivere le stesse cose alla figlia, educandola ad una mentalità progressista.

Grazia Deledda, Canne al vento

Un’altra protagonista da ricordare citando la letteratura femminile in occasione della festa della donna: Grazia Deledda nasce a Nuoro, nel 1871. Nel 1899 si trasferisce a Roma, dove stila il suo primo romanzo: Elias Portulu, in cui riecheggiano le influenze degli autori russi che la Deledda amava tanto. Vince il Nobel nel 1926. Una delle sue opere più famose in cui le protagoniste sono le donne è:

Festa della donna, scrittrici femministe: Grazia Deledda - Photo Credits: unicaradio.it
Festa della donna, scrittrici femministe: Grazia Deledda – Photo Credits: unicaradio.it
  • Canne al vento, 1913: le protagoniste del romanzo, sono le discendenti di una famiglia nobile andata in rovina. Le donne si dedicano principalmente ai lavori domestici, costrette a sottostare alla volontà di un padre egoista, preoccupato solo di mantenere intatta la sua reputazione e il prestigio della famiglia, curando la parvenza e non la sostanza. Quattro sorelle, un servo, ed un nipote che le manderà in rovina.

Festa della donna e letteratura internazionale

Non solo in Italia, ma, anche il panorama internazionale è degno di menzione quando si citail femminismo che riflette nel mondo editoriale. Basta solo citare due nomi per incorrere in una produzione letteraria volta all’esaltazione della figura femminile e alla lotta per far sentire la propria voce: Simone De Beauvoir e Virginia Woolf.

Simone De Beauvoir , Il secondo sesso

Madre del femminismo per eccellenza, studiò alla Sorbona e fu compagna di vita del filosofo esistenzialista Jean Paul Sartre. Famoso è il suo romanzo Memorie d’una ragazza per bene: testo autobiografico in cui si snodano le vicende della scrittrice, che, negli anni, si orienta sempre di più verso il movimento femminista arrivando a descrivere il proprio percorso atto alla ricerca della propria identità. Un manifesto della sua esistenza che rende chiaro a tutti i lettori la sua volontà maggiore: quello di essere, prima di tutto, una donna libera. Ma l’opera maggiore che tratta la celebrazione della donna, è, di certo:

Festa della donna, la scrittrice femminista Simone De Beauvoir, - Photo Credits: twitter.com
Festa della donna, la scrittrice femminista Simone De Beauvoir, – Photo Credits: twitter.com
  • Il secondo sesso, 1949: considerata l’opera più significativa della scrittrice, si propone di analizzare dettagliatamente l’oppressione che il patriarcato esercita nei confronti della donna. La donna come essere con una sua dignità, deve necessariamente possedere un’integrazione sociale volta al possesso degli stessi diritti e doveri dell’uomo: uguaglianza del salario, aborto in termini legali, riconoscimenti civili e politici che, fino a quel momento, erano stati prerogative degli uomini.

Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé

In occasione della festa della donna, non poteva mancare di essere citata la maestra indiscussa delle riflessioni sulla condizione femminile. Studia da autodidatta nella ben fornita biblioteca del padre, poiché, in epoca vittoriana, gli istituti scolastici erano prettamente maschili. Nonostante una giovinezza fatta di prevaricazioni, abusi e perdite, si costruisce una cultura raffinata da far invidia, fronteggiando le differenze di genere. Diventerà giornalista e scrittrice, trattando la condizione della donna. Fra le sue opere:

Festa della donna, riflessioni sulla condizione femminile, Virginia Woolf - Photo Credits: twitter.com
Festa della donna, riflessioni sulla condizione femminile, Virginia Woolf – Photo Credits: twitter.com
  • Una stanza tutta per sè, 1929: moderno, attuale, profetico. Il saggio si basa su due conferenze tenute nel 1928 a Cambrige. L’illuminazione della Woolf, tremendamente presaga ed innovatrice per quei tempi, analizzava il ruolo femminile nella società: se le donne nella storia non erano mai riuscite a far sentire la propria voce come invece accadeva nell’universo maschile, ciò era derivato dal loro ruolo economico subalterno agli uomini. Una riflessione sulla costruzione della propria indipendenza e la cura di sé stesse.