Il ladro di giorni è il primo film italiano presente nella Selezione Ufficiale della quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Il ladro di giorni di Guido Lombardi con Riccardo Scamarcio arriva alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. È il primo film italiano in concorso per il Premio del Pubblico.
Trama
Salvo, undici anni, vive con gli zii in Trentino. Il giorno della sua Prima Comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente a bordo campo un uomo, è suo padre Vincenzo. Salvo a stento lo riconosce, non lo vede, infatti, da sette anni, da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Ora Vincenzo è uscito di prigione, dice di voler passare qualche giorno con il figlio e parte con lui verso il sud. Durante questo viaggio lungo l’Italia, scandito da molti incontri e ricordi, Salvo imparerà a conoscere suo padre ma dovrà fare i conti anche con i suoi segreti e il suo passato.
Recensione
Il ladro di giorni è un road movie mal riuscito e che non trova mai un senso sia nella regia e sia nella sceneggiatura a partire dal robottino ritrovato a sette anni di distanza in un autogrill. Il massimo del dialogo lo troviamo quando il padre spiega al figlio le differenze tra ‘cazzo’ e ‘pisello’. Insomma un film forzato, non necessario e i personaggi sono abbandonati a se stessi. È quasi imbarazzante proporlo.
Forse qualcosa di buono ci sta: Riccardo Scamarcio nell’interpretare il piccolo mafioso del sud ha trovato la sua dimensione.
Non capisco proprio perché la Indigo Film di Nicola Giuliano lo abbia prodotto. Poi con la sua storia e i suoi successi. Non semplicemente una questione solo di raccontare storie ma è di dargli un senso.





