Quest’anno sono due i film italiani in corsa per il festival di Berlino 2020: “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo e “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti

È il direttore artistico del festival di Berlino, Carlo Chatrian, ad annunciare i titoli in conferenza stampa presentando il programma della Berlinale 2020. Oltre a queste due pellicole l’Italia presenterà anche “Semina il vento” di Danilo Caputo, nella sezione Panorama, e il documentario di Valentina Pedicini “Faith” nella Settimana della Critica.

Favolacce e Volevo Nascondermi

Con Elio Germano come protagonista, “Favolacce” parla dei legami che corrono tra elementi di alcune famiglie in un mondo in cui la rabbia è pronta ad esplodere e a sconvolgere tutto. I gemelli registi hanno definito la loro pellicola come una favolaccia, senza un vissero per sempre felici e contenti che addolcisce l’analisi cruda delle vite quotidiane:

“Una favola dark tra Italo Calvino e Gianni Rodari. American beauty senza l’America e senza beauty.”

Elio Germano è presente in due pellicole in corsa al festival del cinema di Berlino, questa volta veste i panni del Ligabue, nome d’arte di Antonio Costa. Il regista ha rilasciato il suo commento sulla vita dell’artista:

“Si può nascere con una fisicità sgraziata, una mente velata da una moderata follia, ci si può sentire sbagliati, soli, o avere voglia di nascondersi per la ‘vergogna di esistere…’ ma si può credere nel proprio talento e farlo diventare l’occasione del riscatto. C’è sempre un modo per essere se stessi ed essere amati e Toni Ligabue lo voleva senza mollare mai.”

Elio Germano, presente in due pellicole in corsa per il festival del cinema di Berlino, riceve il premio alla carriera.
Fonte: Wikimedia Commons
Fonte: Wikimedia Commons

Semina il vento e Faith

Semina il Vento” è un film che prende luogo nel tarantino e parla di amore per la natura e di ribellione. I protagonisti sono Nica, tornata a casa dopo anni di assenza per gli studi, e suo padre, che non aspetta altro di abbattere tutti gli ulivi di sua proprietà, ormai devastati da un parassita. La disillusione di un uomo che ha visto tutto il suo lavoro infranto dal disastro ecologico sbatte contro la volontà di una giovane donna di salvare ciò che ama, affrontando anche la mentalità degli abitanti rassegnati.

Il regista Danilo Caputo ha spiegato:

“L’amore di Nica verso gli alberi doveva passare attraverso la capacità di ascoltarli. La sua è una visione animista. La magia rituale era un elemento importante di quella cultura contadina che Nica ha ereditato dalla nonna. Il primo passo per cambiare davvero le cose è smettere di pensare alla natura come qualcosa di esterno a noi. Nica non si arrende. Lotta per salvare quelle terre. Perché la sua storia ci ricorda che in alcuni momenti bisogna lottare per cambiare le cose.”

I protagonisti della pellicola sono Yile Vianello, protagonista di “Corpo Celeste” di Alice Rorwacher, Feliciana Sibilano, Caterina Valente ed Espedito Chionna.

La pellicola di Valentina Pedicini, che torna alla regia dopo “Dove cadono le ombre”, parla invece di un gruppo di monaci italiani che pratica discipline orientali con l’intento di sconfiggere il male grazie alla fede e ad estenuanti allenamenti.

“Faith è nato con l’intento di essere per lo spettatore un’esperienza visiva ed emotiva nella vita e nella psiche dei Monaci. Per ottenere questo risultato ‘immersivo’ è stato fondamentale vivere accanto a loro e accettare alcune rigide leggi che regolano il loro universo. La troupe ha dovuto vestire rigorosamente di bianco e utilizzare abiti e scarpe apposite per non contaminare il monastero con impurità provenienti dal mondo esterno. I monaci hanno fatto una scelta di vita ‘monocromatica.”

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