Adesso è ufficiale. Cesare Prandelli ha rassegnato le proprie dimissioni da guida tecnica della Fiorentina. Un fulmine a ciel sereno che ha colto molti di sorpresa, anche se nelle ultime due partite il tecnico aveva dato segnali di inquietudine che avevano, forse, tracciato la via sulla decisione arrivata in queste ultime ore.

La scelta dell’ex CT della Nazionale italiana di calcio e del Galatasaray, tra le tante, è stata accolta con assoluta serenità dalla società toscana che, da adesso, valuterà se richiamare Beppe Iachini, mister esonerato lo scorso novembre per favorire, appunto, l’approdo di Cesare Prandelli che oggi ha deciso di lasciare il club viola. Come mai il mister ha maturato l’idea di abbandonare la Fiorentina? La scelta potrebbe essere ricercata negli ultimi fatti registrati nelle sfide di Serie A contro Benevento e Milan.

Cesare Prandelli: un addio dovuto alla stanchezza?

Segnali di stanchezza c’erano stati. Dopo la grande vittoria della sua Fiorentina sul Benevento di Filippo Inzaghi (4-1 il finale), Cesare Prandelli si era presentato in conferenza stampa dicendosi soddisfatto della vittoria ma, nella felicità dei tre punti, si era anche lasciato scappare una frase sibillina: “Sono felice per il club ma mi sento stanco“. Una dichiarazione che aveva lasciato di stucco molti addetti ai lavori che non sono riusciti ad approfondire quell’uscita insolita. Dopo Fiorentina-Milan, gara persa per 3-2 al Franchi dopo un’ottima prestazione, l’ormai ex tecnico viola non aveva presieduto alla tipica conferenza stampa del post gara per un “lieve malore” accusato a fine match. Il mister di Orzinuovi lascia la Fiorentina dopo 23 partite: tra campionato e Coppa Italia ha ottenuto 6 vittorie. La società toscana al momento si trova al 14mo posto in classifica con 29 punti, appena 7 in più del Cagliari terzultimo. Al suo posto potrebbe tornare Beppe Iachini: a lui il compito di traghettare la Fiorentina alla salvezza per questi ultimi, convulsi, mesi di Serie A.

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