Il regolamento UNESCO prossimo alla scadenza è stato prorogato fino al 2031. Una decisione che la giunta comunale di Firenze ha approvato per continuare il territorio e preservare il decoro del centro storico. La delibera attualmente approvata dalla giunta dovrà essere poi discussa e votata anche dal consiglio comunale. Ciò che sappiamo in merito è che sono stati introdotti nuovi divieti diretti principalmente alle attività commerciai. L’obiettivo annunciato è quello di limitare o quantomeno contenere il turismo di massa, un problema debilitante per città altamente frequentate come Firenze.

A Firenze è stato prorogato il regolamento UNESCO, l’obiettivo è preservare il luogo

La regolamentazione si è mostrata e si mostra necessaria ancora oggi per tutelare il decoro del centro storico. Per far sì che ciò avvenga le attività commerciali devono necessariamente essere limitate, non solo per proteggere il patrimonio architettonico dall’eccessiva commercializzazione, ma anche per favorire le botteghe tradizionali. Pertanto è stata approvata una delibera per prorogare per altri cinque anni il regolamento UNESCO, confermando vecchi divieti e introducendone di nuovi. Prosegue quindi il divieto di aprire nuove attività di commercio alimentare, mirando a evitare che i locali storici o tradizionali subiscano la concorrenza di catene destinate solo all’affluenza di turisti. Inoltre, il regolamento stabilisce l’impossibilità di trasferire l’attività di trasferire attività già avviate all’interno dell’area UNESCO. L’intera zona di riferimento comprende: l’intera area presente all’interno delle mura medievali, la stazione S. M. Novella e il giardino di Boboli.

I divieti, tuttavia, non finisco qui. Tra le novità introdotte vi è il blocco dei corsi di cucina per i turisti poiché, come affermato da Luca Milani, capogruppo del PD in consiglio comunale, «sono proliferati». A questo poi si somma il divieto di installare ulteriori sportelli bancomat. Le attività commerciali impossibilitate ad aprire nuovi punti vendita variano molto, da negozi di antiquariato a quelli di alta moda. Similmente, sul ponte Vecchio il precedente divieto di vendita di cibo e bevande rimane.

Il commercio di oggetti preziosi, quali ad esempio oggetti d’arte o monete è consentito. Le attività svolte dagli imprenditori agricoli, invece, è vietata solo in mancanza di servizio al tavolo. Le aree a cui sono stati riconfermati o applicati i divieti corrisponde in linea di massima a quella che attualmente è considerata patrimonio dell’UNESCO. Per questa ragione le limitazioni volte a trasformare un luogo culturalmente rilevante in mera attrazione turistica è fondamentale per preservare il luogo.

Stefania Cirillo