Bella Ciao è il brano protagonista del flash mob del 25 aprile, Anniversario Della Liberazione indetto da Anpi con la partnership del sito di Repubblica. Alle 15:00 dai balconi si intonerà l’inno della Resistenza, simbolo della rinascita del nostro Paese. In origine era cantata tra le truppe modenesi e reggiane, per poi diffondersi successivamente nel dopoguerra anche nel resto del mondo tra gli anni ’40 e ’50.

I “Festival Mondiali della Gioventù Democratica” che si tennero tra Berlino, Parigi e Vienna rappresentarono una grande vetrina per il brano. Innumerevoli le versioni che si sono alternate nel tempo: la prima risale al 1963 realizzata da Fausta Mantovani e Fausto Amodei contenuta in Canti Della Resistenza Italiana 2. Quattro anni dopo è il turno di Giorgio Gaber, seguito da Claudio Villa (1975), Banda Bassotti (1993) e Modena City Ramblers (1994) . Quest’ultima interpretazione del gruppo modenese è diventata negli anni uno dei must del Concerto Del Primo Maggio.

Modena City Ramblers - Bella Ciao
Modena City Ramblers – Bella Ciao

La versione combat folk dei Modena è stata la colonna sonora delle elezioni di SYRIZA nel 2015. Tornando indietro di pochi anni, al 2011 quando fu al centro di una polemica alla vigilia del Festival Di Sanremo condotto da Gianni Morandi. In occasione dei 150 anni dell’Unita D’Italia, il cantautore di Monghidoro, annunciò la volontà di eseguire il brano in una delle serate della kermesse ma il CDA della Rai bocciò la proposta.

Il brano ha vissuto un nuovo exploit, grazie alla serie Netflix La Casa Di Carta, che ha realizzato un tributo cantato sul finale della prima stagione, con protagonisti Il Professore e Berlino. Nelle nostre piazze Bella Ciao è riecheggiata negli scorsi mesi di novembre e dicembre affollata dal Movimento Delle Sardine.

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