Era il lontano 1983, quando Adrian Lyne, regista e produttore britannico, portò al cinema la storia di Alex. Operaia saldatrice di giorno, di notte ballerina nei locali di Pittsburgh. Le serate trascorse a ballare per arrivare in vetta al sogno di entrare nell’accademia di danza. Il film, Flashdance, pietra miliare nella memoria, fece girare la testa al pubblico; in delirio, dietro le fatiche della protagonista. Che scalcia inesorabile a ritmo di musica, la quotidianità, piatta e crudele di un salario; di una vita dagli orari di fabbrica e senza sogni.

Pur ricevendo recensioni non troppo benevole, il film conquistò il favore della platea incassando 200 milioni di dollari in tutto il mondo. Oggi è ancora un cult e presto diverrà una serie tv.  La Paramount sta lavorando all’adattamento televisivo del film musicale. Secondo indiscrezioni rubate a The Hollywood Reporter, la nuova saga in programma, avrebbe ancora una volta, per protagonista, una lei che coltiva il sogno di danzare come professionista.

“Flashdance”, scena film con colonna sonora What A Feeling (1983) – Clip YouTube

Flashdance il volo verso il successo

Una ragazza di colore, che con il lavoro in un locale notturno, lotta per trovare un posto nel mondo. Impara ad amare se stessa, tra problemi economici, romanticismo e la voglia di non arrendersi. Non è stato ancora svelato il nuovo volto di Alexandra, detta “AlexOwen. Nel celebre vecchio film Flashdance, il ruolo della amata ballerina, fu della ventenne e sconosciuta Jennifer Beals, preferita addirittura a Demi Moore

L’attrice, grazie a quel ruolo, raggiunse un successo mondiale. Rifutando anche proposte da Hollywood, alle quali preferì il cinema di nicchia ed indipendente. Comunque, quella fama improvvisa, la trasformò in icona di un’intera generazione. Anche Nanni Moretti, nel suo “Caro Diario”, premiato a Cannes 93 per la miglior regia, le concede un cameo. Lei, dolcissima comparsa, in quella pellicola che ha fatto storia. Oggi 56 anni, continua nel suo mestiere di attrice. 

“Flashdance”, scena film, colonna sonora Maniac – Clip YouTube

Una musica basta per sognare

Il successo oltre confini di Flasdance, si deve anche alle musiche. Non può dire di aver vissuto gli anni ‘80, chi non ha ballato sulle note di “What a feeling” cantata da Irene Cara, e “Maniac” di Michael Sambello. Quante docce hanno accompagnato queste note dall’effetto ricarica. Colonne sonore, che ti trasformano in un assatanato del ritmo appena si diffondono nell’aria. Divenute iconiche grazie al suo inventore, il guro della musica elettronica Giorgio Moroder, meritevoli anche di una nomination alla statuetta dorata. C’è ancora possibilità di sognare, di spiccare il volo, come negli anni ‘80, oggi. Sulle punte, allargando le braccia, ma comunque in giravolta verso i desideri. 

Federica De Candia per MMI e Metropolitan cinema