FOCUS – Il post Roma del Napoli tra elogi, difficoltà e nuove suggestioni

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Di Redazione Metropolitan

Siamo d’accordo: il pareggio nel derby del sole tra Napoli e Roma non è servito a nessuno, se non alle dirette concorrenti. Eppure il posticipo domenicale della decima giornata  di Serie A potrebbe aver dato chiari segnali a Carlo Ancelotti sulla gestione degli incontri. Ma andiamo per ordine…

Quello che analizzeremo in questo focus saranno poche e semplici chiavi che potrebbero risultare decisive per il proseguo della stagione del Napoli: l’aspetto tattico, gli interpreti e un mini-confronto tra le ultime prestazioni.

E’ ormai assodato che il 4-4-2 valorizza la fluidità di manovra e gli inserimenti. Non è chiaro, però, come Milik sembri andare lievemente in difficoltà con avversari più fisici. E’ per questo che Mertens sembra, spesso e volentieri, la pedina giusta per sfondare e far riemergere il Napoli dalle paludi del suo stesso possesso palla; lo abbiamo visto al Parco dei Principi, si è ripetuto ieri al San Paolo. Insomma, più rapidità. La stessa che ha caratterizzato le ultime uscite dei partenopei con l’utilizzo di Fabian Ruiz; lo spagnolo ha piedi sapienti e un’intelligenza, in fase di esecuzione, fuori dal comune: 30 milioni ben spesi. La stessa rapidità che, però, sembra danneggiare una colonna portante come Marek Hamsik (ieri alla presenza 511, appaiato Bruscolotti): sembrerà un’eresia, ma il capitano dei capitani sembrava stonare in mezzo a quella linea alta senza possibilità di attuare il suo repertorio. La differenza si è vista, ad esempio, con l’ingresso di Zielinski a dare più densità sulla trequarti campo avversaria. Certo, magari è un episodio relativo solo al pareggio con la Roma, ma come potrebbe cambiare questo Napoli quando rientrerà anche Verdi? Riuscirà Carlo Ancelotti a gestire camaleonticamente una rosa di per sé poco abituata a rotazioni che, in passato, hanno influito negativamente su prestazioni e risultati?

Il nuovo fantasista azzurro, Ruiz

Inoltre gli azzurri, che sembrano essere sulla retta via per una rivoluzione, devono migliorare l’approccio in gare chiave: se con le piccole la gestione è stata sempre relativamente semplice, con le big (Lazio, Milan, Juventus, PSG e Roma) si è sempre dovuto ricorrere ai ripari per sistemare situazioni non facili e che, in alcuni casi, hanno avuto dell’irreparabile.

La domanda è: può questo Napoli rappresentare una definitiva evoluzione del sarrismo e dire la sua fin da subito o è solo l’inizio di un importante percorso di crescita?

Nicola Gigante