Arte e Intrattenimento

Fors Fortuna, la dea latina associata al Solstizio d’Estate e al culto di San Giovanni

Fors Fortuna è una figura della religione latina, Dea del destino e del caso, celebrata il 24 giugno dai romani. Spesso associata, simbolicamente, al Solstizio d’Estate e, in seguito, sostituita dal culto di San Giovanni. Nel nuovo appuntamento della rubrica ClassicaMente, un’analisi sull’antica dea protettrice della sorte, della povera gente, e delle messi.

Fors Fortuna, la dea madre protettrice di ogni avversità

Fors Fortuna - Photo Credits: wikipedia
Fors Fortuna – Photo Credits: wikipedia

Fu Servio Tullio, sesto re di Roma, a introdurre il culto e le celebrazioni di Fors Fortuna nel VI sec. a.C. Secondo la tradizione gli si attribuisce il merito dell’istituzione della festa in onore della dea, proprio nel giorno del Solstizio d’Estate. Fors Fortuna e le celebrazioni in suo onore erano da intendersi come legate al fato; il termine Fortuna, nel suo significato latino, si rispecchiava proprio nel concetto di destino. La dea fu infatti associata alla sorte; la sua figura, secondo alcuni studiosi, presentava delle attinenze con altre figura mitologiche: il corrispettivo di Fors Fortuna era la dea greca Tiche, ma anche l’antica divinità etrusca Norzia. A Roma le celebrazioni dedicate alla Dea Madre, protettrice di ogni avversità, si celebravano il 24 giugno; un altro appellativo con cui si definiva la Dea Fortuna era la ”Dea Forte”. I festeggiamenti avvenivano lungo le rive del Tevere con barche ornate di fiori e boccioli simboli rimandanti alla Natura. L’ elemento essenziale era l’acqua – da cui l’importanza del cerimoniale nel fiume – sostanza imprescindibile che, non casualmente, è vitale anche per i suoi corrispettivi mitologici; la dea greca Tiche, era infatti figlia di Oceano e di Teti, da cui generavano le divinità fluviali.

La dea protettrice dei culti agrari di fine Giugno: rituali e celebrazioni

La figura di Fors Fortuna presentava diverse valenze. Fortuna Muliebris, Fortuna Primigenia o Pubblica, festeggiata il 5 aprile e il 25 maggio, e molti altri appellativi. Tuttavia era il 24 Giugno, giorno del Solstizio d’Estate, che si festeggiava la Grande Dea, la Dea Forte la cui protezione ricadeva, specialmente, sulla povera gente che la venerava e invocava nei templi a lei dedicati. I festeggiamenti, oltre alle barche inghirlandate di fiori sul Tevere, si contrassegnavano da lunghe bevute e divertimenti che duravano tutta la notte. Tali rituali e cerimonie sarebbero successivamente stati associati alla festa cristiana di San Giovanni, festeggiata il 24 giugno, in quanto la Dea era anche protettrice dei culti agrari; la raccolta del grano, infatti, si svolgeva proprio alla fine di giugno. I riti più antichi testimoniano che Fors Fortuna simboleggiava anche la Natura e proliferazione: durante la notte, infatti, le sacerdotesse accendevano un falò nelle campagne e , dopo musiche, lauti pasti, vino in abbondanza e danze erano solite procedere agli accoppiamenti, tradizione seguita anche dai contadini.

Fors Fortuna, il culto latino sostituito dalla festa cristiana di San Giovanni

I tradizionali rituali tipici del culto di Fors Fortuna sparirono piano piano, anche se alcune tradizioni perdurarono nel corso dei secoli, soprattutto negli ambienti rurali e campestri. La Chiesa cercò di sradicare in ogni modo i riti legati alla Dea Madre ricorrendo, addirittura, alla condanna per stregoneria. Successivamente, divenne la festa dei roghi delle streghe in diversi paesi. La Chiesa cambiò i festeggiamenti in onore della Dea Fortuna in quelli di San Giovanni, che si trasformò automaticamente nella Notte delle Streghe. Durante la notte tra il 23 e il 24 giugno, giorno in cui si festeggia San Giovanni Battista, la Chiesa diffuse una credenza; durante questa notte particolare le streghe si davano appuntamento presso la Basilica di San Giovanni a Roma, andando in giro per la città con lo scopo di catturare anime. Chi presenziava la cospicua schiera di streghe vaganti, erano i fantasmi di Erodiade e Salomè; le loro anime erano, oramai, perdute e dannate per aver causato la decapitazione di S.Giovanni. La Chiesa, quindi, convertì una festa prettamente orgiastica e pagana in un culto puritano che ammoniva il sesso e soprattutto la donna; molte donne, infatti, furono messe al rogo, torturate e uccise specialmente durante la Santa Inquisizione.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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